Pesche antiche d’Italia

Il pesco (Prunus persica) è tra le drupacee più diffuse in Italia, storicamente uno dei maggiori produttori europei. Accanto all’assortimento commerciale moderno sopravvive un patrimonio di varietà locali e antiche — pesche, nettarine e percoche da consumo fresco o da conserva — spesso legate a specifici territori.

Gran parte di questo germoplasma tradizionale, poco competitivo con le cultivar internazionali, è oggi a rischio di erosione e attende ancora uno studio sistematico che ne chiarisca origini, sinonimie e relazioni. Questa sezione ne raccoglie le varietà documentate nell’enciclopedia.

Fonte: M.T. Dettori et al., «Il pesco», in Atlante dei Fruttiferi Autoctoni Italiani, vol. I (CREA).

Omonimie: quando lo stesso nome indica piante diverse

Nel pesco il problema dominante non è la sinonimia ma il suo contrario. Diverse accessioni conservate nelle collezioni di Roma e del MAS.PES portano lo stesso nome pur essendo geneticamente distinte: è il caso di Angelo Marzocchella, Gemini, Grezzano, Michelini e Paola Cavicchi Precoce. Per Anna Balducci l’omonimia è confermata due volte: dai dati molecolari e da caratteri monogenici non coincidenti, come le glandole fogliari e il tipo di fiore.

Un caso merita attenzione per il nostro lavoro: delle molte varianti di Buco Incavato solo due campioni omonimi coincidono davvero, mentre tutte le altre sono geneticamente diverse fra loro. E la Tabacchiera di Luglio risulta identica alla americana Stark Saturn: probabilmente un’accessione estera rinominata, che dunque non appartiene al germoplasma siciliano.

Fonte: M.T. Dettori, E. Vendramin, S. Micali et al., «Il pesco», in Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016.

Ottomila anni dalla Cina

Il pesco (Prunus persica) viene dalla Cina, dove nella cultura tradizionale è simbolo di immortalità e ricorre nell’immagine del vecchio saggio con una pesca in mano. Il ritrovamento di semi in siti archeologici dello Zhejiang ha permesso di datare l’inizio della domesticazione a circa ottomila anni fa.

Nel Mediterraneo si diffonde sotto l’Impero Romano, e ne resta una traccia notevole: semi di pesco sono stati rinvenuti in uno scavo nel centro di Roma, in un’azienda agricola del III secolo a.C. Il nome scientifico conserva invece l’equivoco antico — persica, come se venisse dalla Persia, che fu solo una tappa del viaggio.

Perché le pesche storiche italiane sono bianche

Verso la metà dell’Ottocento alcune piantine di una cultivar cinese a polpa bianca, la Chinese Cling, furono spedite da Canton a New York. Da quella discendono le pesche a polpa gialla Elberta e Redhaven, che introdotte in Europa nella prima metà del Novecento rivoluzionarono il panorama varietale: soppiantarono le pesche a polpa bianca, tenera e succosa, delicate e mal adatte alle manipolazioni e ai trasporti.

È la ragione per cui gran parte delle pesche storiche raccolte in questa sezione — le duracine, le sanguigne, le cotogne, le spiccagnole — appartiene al mondo precedente a quella sostituzione: buone da mangiare sul posto, impossibili da spedire.

Fonte: A. Liverani, D. Giovannini, introduzione alla monografia «Pesco», in Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. III (coord. C. Fideghelli), CREA. Fonti citate: Zheng et al. 2014; Scorza et al. 1985; Verde et al. 2013.

Le pesche a polpa sanguigna

Proprio a quel mondo antecedente alla rivoluzione delle pesche gialle appartiene un gruppo trasversale, presente con nomi diversi in tredici regioni: le pesche a polpa sanguigna. Un’antica popolazione di pesche a polpa bianca quasi interamente pigmentata di rosso, propagata abitualmente per seme, per cui le numerose accessioni presenti su tutto il territorio nazionale sono praticamente tutte geneticamente diverse anche se, spesso, molto simili tra loro. Le principali differenze riguardano l’intensità della pigmentazione antocianica delle polpa, l’epoca di maturazione, la dime

Fonte: monografia «Pesco», scheda di gruppo «Pesche a polpa sanguigna», in Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. III (CREA).

Le varietà

Legenda — ⬡ scheda in preparazione · 🍑🍑🍑 registrata nei repertori nazionali · 🍑🍑 riconosciuta a livello regionale · 🍑 attestata o in osservazione · nomi delle regioni = territori di attestazione