Pesca Bellella di Melito

Frutto · Campania

Cultivar di pesco autoctona della Campania (Atlante CREA).

Cultivar di pesco autoctona segnalata in Campania dall’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016).1

Scheda in attesa di approfondimento storico e descrittivo.

Descrizione pomologica

Origine. varietà della Campania, derivata da una mutazione gemmaria di cultivar non nota individuata nel 1938 nel comune di Melito, presso l’azienda del sig. Marrone Luigi detto “O Bellillo” da cui il nome

Albero. vigoria elevata, fabbisogno in freddo non determinato, glandole fogliari reniformi, fiore rosaceo, fioritura intermedia, intensità media, allegagione medio-elevata, produttività elevata

Frutto. dimensione grossa, forma rotonda, simmetrica, apice arrotondato, linea di sutura superficiale, umbone assente, cavità peduncolare poco profonda, buccia tomentosità media, aderente, di colore bianco-verde, sovraccolore rosso chiaro, diffuso sul 40%, medio, striato, polpa bianca, con rosso in polpa assente e rosso al nocciolo scarso, mediamente soda, non fondente, tessitura media, sapore buono, equilibrato, nocciolo medio, subgloboso, aderente, scatolato assente

Maturazione. 20 giorni dopo Redhaven

Sensibilità alle avversità. elevata sensibilità alle manipolazioni

Valutazione d’insieme. valida per la pezzatura e le caratteristiche organolettiche dei frutti. E’ ancora presente in coltivazione su limitate superfici nelle province di Napoli e Caserta

Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Pesco», scheda a cura di O. Insero, P. Rega, M. Petriccione. Bibliografia citata dalla scheda: Santangelo e Casato, 1998; Pasquarella et al., 2004.

  1. Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎