XVIII secolo
Il mondo agricolo e alimentare del XVIII secolo attraverso trattati, ricettari, inventari, viaggi e nuove classificazioni.
Nel Settecento l’Illuminismo arriva nei campi. L’agricoltura diventa una scienza e una causa pubblica: nascono le accademie, si moltiplicano i trattati, i governi promuovono riforme e nuove colture. È il secolo che classifica, misura e riforma, convinto che dalla terra dipenda la ricchezza delle nazioni. Ma è anche il secolo in cui la dieta dei più poveri, sempre più legata al mais, mostra il suo lato oscuro.
Le fonti del Settecento
Cambiano gli strumenti del sapere: accanto ai trattati compaiono i dizionari, i periodici, gli inventari catastali. La conoscenza dell’agricoltura si fa metodica e pubblica.
L’agronomia dei Lumi. Giovanni Antonio Battarra scrive la Pratica agraria (1784), un manuale in forma di dialogo pensato per la Romagna, tutto attraversato dalla patata: un suo personaggio arriva a chiedere «che cosa son le patate», segno di quanto la pianta fosse ancora nuova per molti contadini. Il Dizionario delle arti e de’ mestieri di Francesco Griselini (Venezia, anni Settanta) tenta la classificazione enciclopedica dei saperi tecnici e agricoli. E fioriscono le accademie: l’Accademia dei Georgofili di Firenze (1753) su tutte, dedicata proprio all’agricoltura e destinata a durare fino a oggi.
I ricettari e i periodici. La cucina si racconta in testi come Il cuoco in villa, ricettario in versi del secolo, mentre i primi periodici, come il Giornale d’Italia dedicato alla scienza naturale e all’agricoltura, diffondono notizie e sperimentazioni. Prendono forma anche i catasti, i grandi inventari della terra, che per la prima volta misurano campo per campo chi possiede e cosa si coltiva.
Molte Italie nel Settecento
Le riforme illuministiche non sono uguali dappertutto: ogni Stato italiano segue la propria strada, e il divario fra Nord e Sud si allarga sensibilmente.
Le riforme. Nella Lombardia austriaca si compila il catasto teresiano e si liberalizza il commercio dei grani; nella Toscana di Pietro Leopoldo si aboliscono i vincoli annonari e fioriscono i Georgofili; a Napoli i riformatori denunciano l’arretratezza del feudo. Ovunque si fa strada l’idea, cara ai fisiocratici, che l’agricoltura sia la vera fonte della ricchezza di una nazione, più del commercio e delle manifatture.
La patata e il mais. È il secolo delle grandi campagne per la patata, promossa come rimedio contro le carestie da agronomi come Battarra e da tutta l’Europa dei Lumi: dapprima guardata con sospetto, poi accolta come salvezza nelle annate cattive. Il mais, ormai radicato, si fa polenta quotidiana nelle campagne del Nord: sfama, ma proprio in questi decenni comincia a manifestarsi la pellagra, la malattia di chi si nutre quasi solo di granturco. La scienza avanza, mentre la dieta dei più poveri si fa più monotona e più fragile.
Il Nord e il Sud. Le riforme rendono più moderno il Centro-Nord, dove si sperimentano nuove colture e nuovi ordinamenti; il Mezzogiorno resta invece prigioniero del latifondo e dei vincoli feudali. È in questo secolo che la questione meridionale, il divario fra le due Italie agricole, comincia a delinearsi con nettezza.
Come leggere le voci di questa epoca
Le voci datate al Settecento poggiano sui trattati, sui dizionari e sui primi periodici del secolo, oltre che sui ricettari: sono varietà e pratiche che questi testi attestano per la prima volta. Attribuire una voce a questa epoca significa risalire a una di queste testimonianze, in un secolo che amava classificare, misurare e mettere per iscritto ogni cosa, dalle patate ai vitigni.
Arco cronologico
Il XVIII secolo: l’agricoltura diventa scienza e causa pubblica, tra accademie, riforme e nuove colture.
Dove, in Italia
La Lombardia austriaca e la Toscana lorenese delle riforme; la Romagna di Battarra; le campagne del Nord del mais e della patata; il Sud del latifondo.
Fonti principali
G. A. Battarra, Pratica agraria (1784); F. Griselini, Dizionario delle arti e de’ mestieri (1771-78); Il cuoco in villa; l’Accademia dei Georgofili (dal 1753).
Le voci dell’epoca
Le voci attribuite a questa epoca, filtrabili per classe. Ogni scheda rimanda alla voce canonica dell’Enciclopedia.


Fonti e note
- Giovanni Antonio Battarra, Pratica agraria distribuita in vari dialoghi, 1784.
- Francesco Griselini e Marco Fassadoni, Dizionario delle arti e de’ mestieri, Venezia 1771-1778.
- Il cuoco in villa, ricettario in versi del XVIII secolo (ed. M. Scopel, 2012); il Giornale d’Italia spettante alla scienza naturale e all’agricoltura (1773).
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