
Il Veneto entra nell’Enciclopedia Cornucopia come regione a copertura iniziale, ma con un profilo agrario già riconoscibile: montagna dolomitica e bellunese, pianura della coltura promiscua, fascia lagunare e costa adriatica. La sua storia rurale si legge nella villa come azienda agraria, nelle bonifiche, negli orti di margine lagunare e nella trattatistica pratica di età veneziana, da Alvise Cornaro a Giacomo Agostinetti.1
Tra pianura, colline vitate, Polesine, pedemontana e aree alpine, la biodiversità veneta conserva tracce vegetali e animali molto differenziate: cereali e mais storici, orticole locali, fruttiferi, viti, razze ovine d’area montana e un patrimonio avicolo particolarmente documentato.2 La lettura contemporanea passa attraverso atlanti, repertori, dataset sulle risorse genetiche vegetali e programmi di conservazione delle razze locali, con Veneto Agricoltura, università e istituti di ricerca come riferimenti da verificare puntualmente nelle singole schede.3
- Per la trattatistica agraria veneta: Giacomo Agostinetti, Cento e dieci ricordi che formano il buon fattor di villa (XVII secolo). Filippo Re lo registra nel Saggio di bibliografia georgica come opera pratica di rilievo per l’agricoltura di villa. Per Alvise Cornaro resta il riferimento agli scritti sulle acque, sulle bonifiche e sulla cultura agraria padovana. ↩
- Per il quadro vegetale attuale: dataset ISPRA/CREA sulle risorse fitogenetiche alimentari del Veneto registrano numerose entità (cipolle, agli, sedani, carote, asparagi) indicate come landrace, vecchie cultivar o categorie affini. Per il patrimonio frutticolo: ISPRA, Frutti dimenticati e biodiversità recuperata. Il germoplasma frutticolo e viticolo delle agricolture tradizionali italiane, Quaderni Natura e Biodiversità, 1/2010; e ISPRA, Frutti dimenticati. Campania e Veneto, Quaderni Natura e Biodiversità, 11/2019. ↩
- Per la biodiversità animale: Daniele Bigi, Alessio Zanon, Atlante delle razze autoctone. Bovini, equini, ovicaprini, suini allevati in Italia, Edagricole, 2ª ed., 2020, con schede su Alpagota, Brogna, Lamon e Vicentina/Foza. Per il comparto avicolo: razze venete documentate come Padovana Gran Ciuffo, Pépoi, Robusta Lionata, Robusta Maculata, Millefiori di Lonigo, Polverara ed Ermellinata di Rovigo (programmi Co.Va., BIONET, BIODI.VE). Quadro nazionale: Castillo et al., “Overview of Native Chicken Breeds in Italy: Conservation Status and Rearing Systems in Use”, Animals, 11 (2021), 490. ↩



