Pesca Sbergiu

Frutto · Sicilia

Cultivar di pesco autoctona della Sicilia (Atlante CREA).

Cultivar di pesco autoctona segnalata in Sicilia dall’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016).1

Scheda in attesa di approfondimento storico e descrittivo.

Descrizione pomologica

Origine. sconosciuta e molto antica; nel 1516, Venuto segnala la presenza nella Sicilia orientale di alcune tipologie di pesco appartenenti al gruppo delle nocipesche che denomina Isbergio ed Isbergio noce- persico, alludendo chiaramente alle “Sbergie”. Anche Cupani (1696) e Nicosia (1735) descrivono una nettarina con la buccia colore verde-giallo rosseggiante denominata nucipersica

Albero. vigoria media, fabbisogno in freddo medio-elevata, glandole fogliari globose, fiore rosaceo fioritura medio-tardiva, allegagione media, produttività media

Frutto. dimensione piccola, forma oblata, leggermente asimmetrica, apice incavato, linea di sutura leggermente incavata, umbone assente, cavità peduncolare profonda, buccia tomentosità assente, aderente, di colore crema, sovraccolore assente, polpa bianca, con rosso in polpa assente e rosso al nocciolo assente, poco soda, tessitura media, sapore buono, tendenzialmente acido, nocciolo piccolo, globoso, aderente

Maturazione. fine luglio/primi di agosto

Sensibilità alle avversità. sensibile alla mosca della frutta e alle manipolazioni

Valutazione d’insieme. trattasi di cultivar popolazione di nettarina bianca coltivata sporadicamente nel litorale tirrenico del messinese e nelle zone pedemontane del catanese. Alberghina, nel 1978, descrive 3 differenti cultivar (Sbergiu Grosso, Sbergiu Solcato, Sbergiu Piccolo). Bellini et al. (1990) citano tre altre sbergie (Sbergiu Rosso, Sbergiu Bianco Sbergiu Violetto). Caruso et al., nel 2007, citano altre 6 sbergie (Sbergia Bianca, Sbergia S, Sbergia Sanfilippo, Sbergia Torrisi, Sbergio Bianco A, Sbergio Bianco B).Tutte si distinguono per pezzatura e epoca di maturazione. I frutti sono suscettibili alla mosca e alle manipolazioni ma si caratterizzano per le ottime caratteristiche organolettiche; sono infatti profumati, di buon sapore, dolci con moderata percezione dell’acido, a polpa quasi croccante.

Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Pesco», scheda a cura di M. Cutuli, C. Fideghelli. Bibliografia citata dalla scheda: Alberghina, 1978; Caruso et al., 1992 e 2007; Cupani, 1696; Nicosia 1735; Venuto, 1516; Bellini et al., 1990.

  1. Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎