Noccioli storici d’Italia

I noccioli (Corylus avellana) della tradizione italiana comprendono cultivar locali pregiate, come le tonde di collina, base della pasticceria e della trasformazione dolciaria. Questa sezione raccoglie le varietà storiche documentate nell’enciclopedia.

La sorpresa delle sinonimie

Con circa 110.000 tonnellate l’anno l’Italia è il secondo produttore mondiale di nocciole dopo la Turchia, e il nocciolo è la prima delle nostre specie di frutta secca, davanti a mandorlo (~89.000 t), castagno (~50.500 t), noce (~11.000 t) e pistacchio (~3.000 t). La produzione si concentra in quattro regioni che da sole valgono il 98% del totale: Campania (38%), Lazio (38%), Piemonte (13%) e Sicilia (10%).

Proprio qui le analisi molecolari hanno prodotto il risultato più inatteso dell’intero Atlante: nomi considerati tipici di comprensori corilicoli lontanissimi fra loro designano lo stesso genotipo.

  • è confermata la sinonimia fra Montebello e Nocchione, il principale impollinatore laziale della Tonda Gentile Romana;
  • otto cultivar siciliane — Carrello, Comune di Sicilia, Locale di Piazza Armerina, Mansa, Nostrale, Racinante, Santa Maria del Gesù, Siciliana — hanno profilo genetico identico;
  • e quel gruppo siciliano coincide a sua volta con il Nocchione laziale: una sinonimia definita dagli stessi autori inattesa, trattandosi di varietà ritenute tipiche di due regioni distinte;
  • la Nocchia rosa laziale, la Tonda di Calabria e la Caraffara siciliana risultano anch’esse geneticamente identiche al Nocchione;
  • gli ecotipi laziali Nocciola Meloni e Nocciola della Madonnella sono identici alla Tonda Gentile Romana.

Fonte: R. Botta, D. Torello Marinoni, «Il nocciolo», in Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016.

Due distretti, due cultivar

La corilicoltura italiana poggia su una base genetica sorprendentemente ristretta. Nel Lazio la Tonda Gentile Romana — alla base della DOP Nocciola Romana — fornisce da sola oltre l’80% della produzione regionale, mentre Nocchione e Tonda di Giffoni servono soprattutto da impollinatori, insieme alla Barrettona; la Nocchia Rosa è probabilmente una mutazione del Nocchione.

In Piemonte la base è ancora più stretta: quasi tutti gli impianti sono di Tonda Gentile delle Langhe (sinonimo Tonda Gentile Trilobata), cui nel 1996 è stata riconosciuta l’IGP Nocciola Piemonte; l’unica altra varietà di rilievo, la Tonda di Biglini coltivata presso Alba, è risultata alle analisi genetiche non distinguibile dalla prima.

Fonte: R. Botta, introduzione alla monografia «Nocciolo», in Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. III (coord. C. Fideghelli), CREA. Fonti citate: Bignami 2002; Valentini e Me 2002.

Le varietà

40 schede

Legenda — tra (tonde) le fonti · sigle = province di diffusione