Mandorli antichi d’Italia

Il mandorlo (Prunus dulcis) fu introdotto nel Meridione dagli antichi Greci. L’autosterilità della specie e secoli di propagazione da seme hanno generato un gran numero di varietà locali, oggi concentrate soprattutto in Sicilia e Puglia — in Sicilia il Museo Vivente del Mandorlo «F. Monastra» ne conserva circa trecento accessioni. Questa sezione raccoglie le varietà storiche documentate nell’enciclopedia.

Dai Greci in poi

La coltivazione del mandorlo fu introdotta nelle regioni meridionali dagli antichi Greci. La prevalente autosterilità della specie, unita alla propagazione per seme praticata nei secoli, ha moltiplicato le varietà locali: ogni pianta nata da seme è un individuo nuovo. Sicilia e Puglia restano le regioni di maggiore diffusione — in Sicilia è stato costituito un Museo Vivente del Mandorlo — ma la produzione è in declino, con frutteti vecchi e poco competitivi rispetto a quelli californiani e australiani.

Sul piano molecolare le sinonimie accertate sono poche: Catuccia e Catuccedda sono la stessa cultivar, mentre i due Troito risultano diversi fra loro e dal Tuono. Quest’ultimo, invece, non è distinguibile dalla moderna Supernova.

Fonte: L. Del Faro, «Il mandorlo», in Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016.

Dall’Asia centrale, non dal Mediterraneo

Contrariamente a quanto si crederebbe, il mandorlo non è originario del Mediterraneo: viene dalle regioni montuose dell’Asia centrale, e solo muovendo verso occidente ha trovato qui la grande adattabilità che ha prodotto le moltissime varietà coltivate. Nel Mediterraneo cresce però una specie selvatica affine, il Prunus webbii — in Sicilia «mandorlicchio», spontaneo anche in Puglia — che secondo diversi autori avrebbe trasmesso al mandorlo coltivato un carattere decisivo: l’autofertilità, cioè la capacità di fruttificare senza impollinatori.

È comunque un frutto antichissimo: menzionato nella Bibbia, citato fra gli ingredienti di cibi serviti ai Faraoni nell’antico Egitto, e presente perfino nei testi vedici.

Fonte: F. Sottile, introduzione alla monografia «Mandorlo», in Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. II (coord. C. Fideghelli), CREA. Fonti citate: Ladizinsky 1999; Godini 1979.

Le varietà

327 schede

Legenda — tra (tonde) le fonti · sigle = province di diffusione