L’anno del cittadino in villa: il calendario e le cene di Vincenzo Tanara
Chiude l’Economia del cittadino in villa di Vincenzo Tanara (1644) il settimo libro, «Il Sole, e la Luna»: un calendario dell’anno.1 Ma non è un semplice trattato di astronomia agricola: è il libro che unisce il cielo, i campi e la tavola — mese per mese.
Il cielo e i campi
Ogni mese si apre con il moto del sole e della luna e con i venti — il Favonio che «fa crescere alle fave», la Tramontana che «rischiara l’aria e scaccia le pioggie» — e prosegue con i lavori da fare, ordinati per luogo: Nel Campo, Nel Cortile, Nell’Horto. A giugno, per esempio, si castrano i meloni, si ara la seconda volta, si alzano le viti, si copre il letame, si assiste allo sciamare delle api e «si condiscono noci tenere».
Le cene dell’anno
La novità di Tanara è che, per ciascuna stagione, il calendario sfocia in menù di banchetto — spesso ricalcati su conviti reali bolognesi. Quello di giugno è la cena preparata «alla Villa de’ Signori Palleotti degli Arieti» per il ricevimento del Cardinale Sacchetti, legato della città. La «Cena di Magro» che ne segue è un teatro barocco di finzioni e freschezze:
Un bacile di ricotte finte, tramezzate con mascaroncini di mangiar bianco, fatto di polpe di pesce … Un’insalata in bacile di tutte le sorti d’herbe, fiori e radici … regalata con falcie di limoncelli lavorati, con una serpe nel mezzo, intagliata in una radice … Luccio grosso coperto di gelatina rotta, circondato di trotte carpionate … Fragole in un piatto reale con zucchero e neve, circondate di spichi di naranzo lavati in acqua rosa.
Dal campo alla tavola
È la cornice di tutta l’opera, e la sua ragione: il lavoro dell’anno — la vendemmia, la salumeria del porco, l’orto, il frutteto — si fa infine tavola. Il calendario di Tanara ricompone campo e cucina in un unico ciclo, e resta, a distanza di quasi quattro secoli, un modo per capire come si mangiava e si beveva «di una volta». Non a caso, fra le vivande di magro il limone torna «tramezzato con fette di mortadella o salame».
- Vincenzo Tanara, L’economia del cittadino in villa, libro VII «Il Sole, e la Luna», cc. 561 e sgg. (1ª ed. Bologna, 1644). L’esempio è la «Cena di Magro» di giugno, c. 585. ↩︎
