Uva Malvasia Moscata
Vitigno · Emilia-Romagna
16° Malvasia Moscata
Tralcio: Rossigno, striato, cilindroide, aracneoso, a nodi ingrossati, internodi brevi minori del peduncolo della foglia.
Foglia: Lembo a 5 lobi, incisi da 1/2 a 2/3, gli inferiori bilobi e mediamente avvicinati. I denti profondi e ben mucronati. La pagina superiore è di color verde-cupo, l’inferiore un po’ pubescente sulle nervature di 1° e 2° ordine.
Peduncolo: Rossiccio, verdastro al sommo ed alla base, ingrossato alla base, geniculato e contorto, uguale o minore della nervatura centrale.
Grappolo: Raro, cilindrico-conico, per lo più a 3 assi secondari un po’ distanti, peduncolo un po’ lungo, rachide rossiccio. Lunghezza 12-18 cm.
Acino: Sferico, finemente punteggiato al sommo, talvolta reticolato, di 12-13 mm, dolce-melato, aromatico, a buccia fina, giallo-dorata, con poca cera. Semi 1-3, medi, brunicci, con l’apice ben bruno.
Importato recentemente dalla Provincia Reggiana, questo vitigno non è frequente. È ferace, matura in settembre, e somministra uva eccellente per vino. Secondo le molte descrizioni che si leggono nel Bullettino Ampelografico, sembra lo stesso che la Malvasia delle Marche, degli Abruzzi e di altre regioni d’Italia1.
“[…] un’altra varietà aromatica, la cui principale denominazione storica era Malvasia bianca di Piemonte, ma nota anche come Moscato, a seconda dei luoghi. Così, per non fare torto a nessuno, è stata ribattezzata Malvasia moscata. Come altre varietà viste in precedenza, anche questa risulta imparentata in primo grado con la Malvasia odorosissima, mentre il genitore complementare rimane per il momento ignoto2.
Analisi del mosto (E. Ramazzini, 1887)
Campioni raccolti a San Donnino e San Damaso; buccia giallo-dorato. Apprezzamento locale: discreto. Mosto: glucosio 19,5; acidità totale 0,79; colore giallo; sapore dolce-melato. Osservazione: «rara».
E. Ramazzini, Uve principali della pianura modenese. Analisi, Modena, Tip. Moneti e Namias, 1887 (Quadro III — uve bianche).
- Malavasi, Lodovico – Contributo All’Ampelografia Modenese – 1879 ↩︎
- A. Scienza, S. Imazio – La Stirpe del Vino – 2018 ↩︎
Profilo ampelografico (Malavasi, 1879)
Tralcio. Rossigno, striato, cilindroide, aracneoso, a nodi ingrossati, internodi brevi minori del peduncolo della foglia.
Foglia. Lembo a 5 lobi, incisi più di 1/4 sino a 1/3, gli inferiori bilobi e mediamente avvicinati, a denti profondi e ben mucronati. Pagina superiore di color verde-cupo, l’inferiore un po’ pubescente sulle nervature di 1° e 2° ordine. Peduncolo rossigno, verdastro al sommo ed alla base, ingrossato alla base, geniculato e contorto, uguale o minore della nervatura centrale.
Grappolo. Raro, cilindrico-conico, per lo più a 3 assi secondarj un po’ distanti, a peduncolo un po’ lungo, rachide rossiccio. Lunghezza 12-18 cent.
Acino. Sferico, finamente punteggiato al sommo, talvolta reticolato, di 12-13 mm., dolce-melato, aromatico, a buccia fina, giallo-dorata, con poca cera. Semi: 1-3 medj, brunicci, coll’apice ben bruno.
Importato di recente dalla Provincia Reggiana, non frequente; ferace, matura in settembre, dà uva eccellente per vino. Secondo le descrizioni del Bullettino Ampelografico sembra la stessa Malvasia delle Marche, degli Abruzzi e di altre regioni d’Italia.
L. Malavasi, Contributo all’ampelografia modenese, Modena, Tip. Cesare Olivari, 1879.
