Il cortile di Vincenzo Tanara: la colombaia e gli animali da cortile

Il Libro III dell’Economia del cittadino in villa di Vincenzo Tanara (1644) è «Il Cortile»: gli animali da cortile e le loro preparazioni.1 La parte più celebre — la salumeria del porco — ha un approfondimento proprio; qui gli animali da penna e la loro economia.

La colombaia

Al centro del cortile sta la colombaia. Tanara ne fa un piccolo trattato: i colombi si governano fino a metà maggio nutrendoli di vinacce a ore fisse, con un fischio continuo perché imparino il richiamo; la torre va difesa dai molti nemici — faine, donnole, gufi, civette, sparvieri e falchi — con orcioli invetriati agli angoli, usci ben chiusi e scale portatili. I nidi, «fatti a guisa d’una», si chiamano Celle, «da noi Burgotti, o Burgazzi». È un ritratto vivo dell’allevamento colombino della villa emiliana.

Il cortile e la sua economia

Accanto ai colombi, il cortile ospita capponi, galline e uova, oche e anitre, pavoni e fagiani: gli animali da penna che, con il porco, chiudono l’economia domestica della villa. Tanara ne tratta l’allevamento e la cucina, secondo la stagione e la tavola.

Nota: come per il resto del Trattato, Tanara descrive tipi e usi, non razze con un nome; le razze avicole restano materia di schede, quando attestate. Le preparazioni di salumeria sono raccolte nel dossier «I salumi del cittadino in villa».

  1. Vincenzo Tanara, L’economia del cittadino in villa, libro III «Il Cortile», cc. 187-286 (1ª ed. Bologna, 1644). ↩︎