Uva Aleatica

Vitigno · Emilia-Romagna, Piemonte

Uva da vino a bacca nera, coltivata a vigna nell’Orto del Comizio Agrario di Modena a fine Ottocento. Mediocre di produttività ma discretamente apprezzata dai locali. Il suo mosto è di color rosso sbiadito, dall’aroma dolce e profumato. Non adatto alla vite maritata1.

Grappolo di lunghezza media, sottile, con picciuolo grosso, ma non molto resistente, eccetto che all'estremità inferiore nella quale spesso è quasi ligneo. I graspetti sono piccolissimi e quasi nulli, trovandosi spesso molti grani inseriti nel picciuolo mastro. Acino sferico, ordinariamente rado, di giusta grossezza. Buccia esile, di colore violaceo-granato-chiaro, sempre coperta di polvere cerea. Sugo piuttosto abbondante, vischioso, molto zuccheroso e di un ben profumato aroma, comune ai moscati, siano bianchi o neri. Segna d'ordinario 11 gradi al glucometro. Uva d'insigne merito pei così detti vini da dessert, che siano abboccati, dolci, aromatici, ed è base al rinomato aleatico di Firenze. Coltivata in vigna nelle colline modenesi non si mostra di minor valore, conservando sempre nello stesso grado i caratteri distintivi di tal vitigno. Aggazzotti osserva inoltre che, invecchiata oltre il decennio, può diventare molto delicata e profumata, mentre nei primi anni può essere soggetta a «filare». Fonte primaria collazionata: F. Aggazzotti, Catalogo descrittivo…, Modena, 1867, n. 9, pp. 6–7.

  1. E. Ramazzini – Uve principali della pianura modenese, 1887 ↩︎
  2. Aggazzotti, Francesco – Catalogo descrittivo delle principali varietà di uve coltivate presso il csa. Avv. Francesco Aggazzotti del Colombaro – 1867 ↩︎

Nome dialettale reggiano: aleàtich ròss, leàtich (uva nera) (Carlo Casali, I nomi delle piante nel dialetto reggiano, Reggio Emilia, 1915).