Uva Cotogna
Vitigno · Emilia-Romagna
Attestazione modenese (1752). Nelle Annotazioni a I Vini Modanesi, attribuite a Niccolò Caula, la Cotogna è così chiamata per il gusto e l’odore di pomo cotogno; la fonte aggiunge che fa vino rosso. Fonte primaria collazionata: N. Caula [annotazioni attribuite], I Vini Modanesi, Modena, 1752, nota 52, p. 44.
122. COTOGNA
Grappolo piuttosto piccolo, quasi cilindrico, a grani radi picciuolo robusto e verde. Acino piuttosto grosso, ovideo, oblongo. Buccia granato-scura, di un bellissimo vellutato risaliente sopra ogn’altra, e resistente. Sugo d’ordinario dolce melato: qualche po’ tanninico, profumato, di sapore di mela cotogna e moscato. Uva di merito prestante per vino; di bellissimo aspetto in tavola: ed anche di buon sapore come mangereccia. Sola da vino eccellente da bottiglie: ma sta meglio commista agli aleatici e moscati neri, impedendo ad essi il difetto di filare, senza nuocere al caratteristico loro delicato, purché non si sorpassi il venti per cento. Riesce bene in albero: ma perché acquisti tutto il suo aroma abbisogna della coltivazione a vigna. La vite ama i colli aprichi, i terreni sciolti e ferrugginosi: mette tralci lunghi e robusti, foglie lucenti e molto frastagliate, e teme molto la crittogama tanto sul frutto che sui rami, i quali, quando ne sono colti, anneriscono totalmente3.
Descrizione (Francesco Aggazzotti, 1867)
Grappolo piuttosto piccolo, quasi cilindrico, a grani radi; picciuolo robusto e verde. Acino piuttosto grosso, ovideo-oblungo. Buccia granato-scura, di un bellissimo vellutato risaltante sopra ogni altra, e resistente. Sugo d’ordinario dolce-melato, qualche po’ tannico, profumato, di sapore di mela cotogna e moscato.
Uva di merito prestante per vino, di bellissimo aspetto in tavola, ed anche di buon sapore come mangereccia. Sola dà vino eccellente da bottiglie; ma sta meglio commista agli aleatici e moscati neri, impedendo ad essi il difetto di filare, senza nuocere al caratteristico loro delicato, purché non si sorpassi il venti per cento.
F. Aggazzotti, Catalogo descrittivo delle principali varietà di uve coltivate presso il cav. avv. Francesco Aggazzotti del Colombaro, Modena, Tip. Carlo Vincenzi, 1867, scheda 12.
Analisi del mosto (E. Ramazzini, 1887)
Campioni raccolti a Cognento e Ganaceto, da viti maritate ad alberi; buccia nera, uva da vino. Apprezzamento locale: discreto. Mosto: glucosio 17,0; acidità totale 1,00; colore rosso scuro; sapore dolce-acidulo. Osservazione: «si incontra di raro, coltivazione abbandonata».
E. Ramazzini, Uve principali della pianura modenese. Analisi, Modena, Tip. Moneti e Namias, 1887 (Quadro II — uve nere o rosse).
- Maini, Luigi – L’Indicatore Modenese n. 10 “Catalogo alfabetico di quasi tutte le uve o viti conosciute e coltivate nelle provincie di Modena e Reggio secondo i loro nomi volgari con altre osservazioni relative” – 1851 ↩︎
- Trattasi del numero che l’Aggazzotti assegnava alle varietà nella sua collezione di Colombaro ↩︎
- Aggazzotti, Francesco – Catalogo descrittivo delle principali varietà di uve coltivate presso il csa. Avv. Francesco Aggazzotti del Colombaro – 1867 ↩︎
Nome dialettale reggiano: codògna (uva nera) (Carlo Casali, I nomi delle piante nel dialetto reggiano, Reggio Emilia, 1915).
