Uva Vernaccia Nera

Vitigno · Emilia-Romagna

La Vernaccia nera tra noi è rarissima: ha grana rosse, rotonde, grosse, e grappolo piuttosto grande che picciolo. Fa vino debole; non riesce dolce, nè colorito, nè brusco gustoso, ma insipido e cattivo. Nella Romagna e nella Marca è comune ed ottima1.

Nell’elenco Pincetti-Aggazzotti la Vernaccia Nera è la sola citata dal Pincetti (n. 65), che la nomina fra Sampietra e Sgavetta: «…a cacciar da me t’avaccia / …/ e, s’è nera, la Vernaccia».2 Caula ne conferma la rarità e il carattere: «tra noi è rarissima: ha grane rosse, rotonde, grosse, e grappolo piuttosto grande che picciolo. Fa vino debole; non riesce dolce, né colorito, né brusco gustoso, ma insipido, e cattivo. Nella Romagna, e nella Marca è comune, ed ottima».3

  1. Maini, Luigi – L’Indicatore Modenese n. 18 “Catalogo alfabetico di quasi tutte le uve o viti conosciute e coltivate nelle provincie di Modena e Reggio secondo i loro nomi volgari con altre osservazioni relative” – 1851 ↩︎
  2. L. Pincetti, Il Baccanale (poema didascalico sulle uve). Testo e confronto in Uve modenesi tra il XVIII e il XIX secolo, cap. 4. ↩︎
  3. N. Caula, annotazioni ampelografiche modenesi (XVIII sec.), riportate nelle fonti manoscritte. ↩︎

Nome dialettale reggiano: vernâzza (uva nera) (Carlo Casali, I nomi delle piante nel dialetto reggiano, Reggio Emilia, 1915).