Uva Sponziola

Vitigno · Emilia-Romagna

Sponziola. È uva cattiva che non s'inacqua, e fa vino di poco gusto; ha grappolo grande piuttosto che picciolo; grana spesse, rotonde e minute, frammezzate da altre più grosse: ha un color brutto che tira al verde. Fonte primaria collazionata: N. Caula [annotazioni attribuite], I Vini Modanesi, Modena, 1752, nota 48, p. 43.

Un dotto medico e naturalista italiano del XVI secolo, Andrea Baccio da Sant’Elpidio, nella sua opera “De naturali vinorum historia, de vinis Italiæ et de conviviis antiquorum” edita a Roma nel 1596, ci offre uno squarcio interessante: “Nell’agro Modenese si producono vini di scelto genere e più generosi dove le vigne si estendono sulle colline del vicino Appennino, quali sono a sinistra della Via Emilia presso Modena, celebre inoltre per vini bianchi, rubicondi e di vinaciola, dilettosamente mordenti, di soave odore e spumanti per auree bollicine quando si mescono e versano nei bicchieri. A queste lodi si aggiunge l’industria dei coloni nel coltivare le viti, le principali delle quali producono un’uva nera, succosa e dolce chiamata Spongiola2.

  1. Maini, Luigi – L’Indicatore Modenese n. 14 “Catalogo alfabetico di quasi tutte le uve o viti conosciute e coltivate nelle provincie di Modena e Reggio secondo i loro nomi volgari con altre osservazioni relative” – 1851 ↩︎
  2. Maini, Luigi – L’Indicatore Modenese n. 25 “Catalogo alfabetico di quasi tutte le uve o viti conosciute e coltivate nelle provincie di Modena e Reggio secondo i loro nomi volgari con altre osservazioni relative” – 1851 ↩︎

Profilo ampelografico (Malavasi, 1879)

Tralcio. Verde-giallastro, un po’ prismatico, aracneoso al sommo, a nodi bene ingrossati, a internodi uguali o minori del peduncolo.

Foglia. Lembo ripiegato al basso, a 5 lobi incisi anche più della metà del lembo, a seni ben arrotondati, i lobi inferiori un po’ avvicinati, a denti radi, ottusi e mucronati. Pagina superiore di color verde-carico, aracneosa, increspata, l’inferiore tomentosa biancastra a nervature primarie e secondarie salienti, un po’ rossigne. Peduncolo rosso-vivo, cilindrico, aracneoso, ingrossato alla base, geniculato e contorto, minore e talvolta uguale alla nervatura centrale.

Grappolo. Denso, alquanto piramidale, lungo anche più di 20 cent., a 2-3 assi secondarj, a peduncolo piuttosto lungo, rachide gialliccio.

Acino. Sferico, di 15-17 mm., molto sugoso, dolce-melato, a buccia sottile, giallo-dorata, cera mediocre. Semi: 2-4 medj, castani, a colletto sottile.

Vite feracissima e molto coltivata. L’uva è buona da tavola, ma per vino ritenuta piuttosto slavata, benché stimata dal Caula.

L. Malavasi, Contributo all’ampelografia modenese, Modena, Tip. Cesare Olivari, 1879.