Uva Malvagia
Vitigno · Emilia-Romagna
Malvagia, fa vino abboccato e spiritoso; ma non ha il delicato al par dell' Albana , con tutto chè soffra più acqua.
Malvagia, fa vino abboccato e spiritoso; ma non ha il delicato al par dell'Albana, con tutto chè soffra più acqua. Ell'è di due sorta: altra somiglia alla Ghiottina, se non che ha grana più rare e grappolo alquanto minore: altra all'Albana, ma i grani sono ordinariamente grossi. Fonte primaria collazionata: N. Caula [annotazioni attribuite], I Vini Modanesi, Modena, 1752, nota 79, p. 52.
Nel censimento Du Tillot del 1771 la malvagia (malvasia) era di media diffusione nei Ducati («generosa Malvagia»); Bramieri (1788) ne descriveva una forma «a grappolo spargolo».2
- Maini, Luigi – L’Indicatore Modenese n. 11 “Catalogo alfabetico di quasi tutte le uve o viti conosciute e coltivate nelle provincie di Modena e Reggio secondo i loro nomi volgari con altre osservazioni relative” – 1851 ↩︎
- Censimento Du Tillot, 1771. G. Bramieri, in Atti della Società Patriotica di Milano, vol. III, 1793. ↩︎
Integrazione da Vincenzo Tanara (1644). Nel catalogo delle uve bolognesi Tanara nomina questa varietà come «Mainagia», probabile grafia (o refuso) per Malvagia: lettura incerta: «la Mainagia … [è] delle sudette qualità».
V. Tanara, L’economia del cittadino in villa, Bologna, 1644, libro I, c. 44.
