Uva Cacainbrache

Vitigno · Emilia-Romagna

“L’indicatore Modenese” n. 10, Maini, Settembre 1851

Cacainbrache è uva (bianca) quasi simile alla Pisotta, più grossa, e dolce di quella, ma insipida; né è buona a far vino. Può inacquarsi poco, e dà un vino dolce, ma debole. La nota la include, con Pisotta e Maligia, fra le uve giudicate migliori per far sapa che vino. Fonte primaria collazionata: N. Caula [annotazioni attribuite], I Vini Modanesi, Modena, 1752, nota 44, p. 42. Il passo fu poi ripreso da Maini.

Profilo ampelografico (Malavasi, 1879)

Tralcio. Rossigno, prismatico, a linee rare salienti, a nodi un po’ ingrossati, a internodi quasi uguali al peduncolo, un po’ disposti a zig-zag.

Foglia. Lembo generalmente dissimmetrico intorno alla nervatura centrale, a 5 lobi poco incisi (1/2 al più), gli inferiori avvicinati fra loro. Pagina superiore verde, l’inferiore lanuginosa sulle nervature, le principali un po’ rossiccie alla base. Peduncolo rosso, tranne alla base ed al sommo, striato, geniculato e contorto, lungo meno della nervatura principale.

Grappolo. Conico, di cent. 12, ben largo alla base, mediocremente serrato, a 3-4 assi secondarj, il primo spesso più distante ed allungato, a breve peduncolo, rachide verde.

Acino. Sferico, di 16 mm., sugoso, dolce, a buccia non molto consistente, giallo-dorata, con poca cera. Semi: per lo più 2, grossi, brunicci.

Vitigno frequente, feracissimo e pregiato per vino. Matura in settembre. Il Caula però non lo ha in molta considerazione.

L. Malavasi, Contributo all’ampelografia modenese, Modena, Tip. Cesare Olivari, 1879.

Analisi del mosto (E. Ramazzini, 1887)

Campioni raccolti a Magreta; buccia giallo-dorato. Apprezzamento locale: cattivo. Mosto: glucosio 16,5; acidità totale 0,64; colore giallognolo; sapore dolce. Osservazione: «poco coltivata».

E. Ramazzini, Uve principali della pianura modenese. Analisi, Modena, Tip. Moneti e Namias, 1887 (Quadro III — uve bianche).

  • L. Malavasi, 1879