Uva Bortolotta

Vitigno · Emilia-Romagna

Attestazione modenese (1752)

Nelle Annotazioni a I Vini Modanesi, attribuite a Niccolò Caula, la Bortolotta è giudicata poco pregevole: dà vino torbido, dolce-insipido e di durata poco sicura. Gli acini sono piuttosto grossi, fitti e giallognoli; il grappolo mediocre e lungo, con acini molto ricchi di sugo. Secondo la pratica descritta dall’autore, aumentando l’acqua il vino diventa ancora più scipito. Fonte primaria collazionata: N. Caula [annotazioni attribuite], I Vini Modanesi, Modena, 1752, nota 66, pp. 48–49. Il passo fu poi ripreso da L. Maini nel 1851.

Nome dialettale reggiano: burtlòta (uva bianca) (Carlo Casali, I nomi delle piante nel dialetto reggiano, Reggio Emilia, 1915).

Analisi del mosto (E. Ramazzini, 1887)

Campioni raccolti a Lesignana; buccia giallo-verde. Apprezzamento locale: cattivo. Mosto: glucosio 15,0; acidità totale 0,79; colore giallo-verde; sapore acidulo-dolce. Osservazione: «coltivazione abbandonata». (Ramazzini la registra come «Burtollotta».)

E. Ramazzini, Uve principali della pianura modenese. Analisi, Modena, Tip. Moneti e Namias, 1887 (Quadro III — uve bianche).

  • Maini, 1851
  • Roncaglia, 1847