Mela Panaia

Frutto · Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Molise, Toscana

Cultivar di melo autoctona della Emilia-Romagna (Atlante CREA).

Cultivar di melo autoctona segnalata in Emilia-Romagna dall’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016).1

Scheda in attesa di approfondimento storico e descrittivo.

L’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016) la segnala come cultivar autoctona anche in Lazio.2

L’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016) la segnala come cultivar autoctona anche in Toscana.3

L’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016) la segnala come cultivar autoctona anche in Abruzzo.4

L’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016) la segnala come cultivar autoctona anche in Molise.5

Descrizione pomologica

Origine. mela autoctona del centro Italia, scrive Gallesio (1839) che la Panaia “comprende un gran numero di varietà, che non diversificano fra di loro che in grossezza e in modificazioni di colore e di gusto”, distinguendo una Panaia Massima (o Mela Flagellata) e una Panaia Piccola (o Mela di Norcia). Mentre, ancora prima il Micheli aveva descritto una Panaia bianca e una rossa. Secondo Molon, nella sua Pomologia c’è una somiglianza con varietà estere. Nell’800, vi sono varie descrizioni di Panaia. In Toscana, Umbria, Abruzzo ed Emilia-Romagna, era conosciuta con nomi dialettali quali Piatlona, Scudlin e Panela. È probabile perciò che oltre alle tante denominazioni vi possa essere corrispondenza ad altri cloni della stessa Panaia o di altre varietà, da approfondire con il confronto fenotipico e molecolare (es. Rosa Marchigiana), che andrebbe fatto.

Albero. vigoria elevata e ramificazione piuttosto densa, portamento espanso, ramo a frutto lamburde e brindilli, fioritura intermedio-tardiva, produttività medio o scarsa e alternante con cascola elevata

Frutto. dimensione media o medio grossa (150-200g), peduncolo corto, forma appiattita con leggera asimmetria, priva di costolatura, dall’aspetto attraente, buccia liscia, colore verde-giallastro con sovraccolore esteso rosso porpora uniforme leggermente striata, rugginosità nell’area peduncolare, polpa color crema, piuttosto tenera e fondente, poco succosa, asciutta, dolce-acidulo gradevole, sapore discreto Raccolta metà ottobre, maturazione invernale (da dicembre in poi)

Sensibilità alle avversità. suscettibile a ticchiolatura e poco a oidio

Valutazione d’insieme. cultivar invernale, triploide, di un certo interesse per le qualità del frutto, di buona pezzatura e con una serbevolezza che gli consente di arrivare fino a fine inverno. Associata alle antiche aree di coltivazione di mele triploidi e quindi a frutto grosso, identificate da molte denominazioni figurative dialettali, e da caratteristiche del frutto abbastanza similari alle mele “Rose”. Non sarà facile dipanare le identità clonali e distinguerle da quelle genetiche. È un’indagine che richiede un confronto approfondito di numerose accessioni (più di una decina), diversificate anche da altrettante numerose specificità territoriali.

Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Melo», scheda a cura di S. Bartolini, M. Bergamaschi, L. Concezzi, I. Dalla Ragione, E. Ducci, F. Famiani, M. Gramaccia, R. Gregori, S. Sansavini. Bibliografia citata dalla scheda: Gallesio, 1839; Micheli, 1858; Molon, 1901; Branzanti e Sansavini, 1964; 1901; Virgili et al., 1992; ASSAM, 1994-2000; Di Santo e Silveri, 2004; AAVV, 2006, 2012, 2015; Dalla Ragione I e L., 2006; Liang et al., 2015; Albertini et al., 2015 Profilo molecolare Liang et al., 2015; Albertini E.,.

  1. Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎
  2. Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎
  3. Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎
  4. Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎
  5. Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎