Mela Lazzeruola
Frutto · Emilia-Romagna
Cultivar di melo autoctona della Emilia-Romagna (Atlante CREA).
Cultivar di melo autoctona segnalata in Emilia-Romagna dall’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016).1
Scheda in attesa di approfondimento storico e descrittivo.
Descrizione pomologica
Origine. introdotta da Filippo Re all’inizio dell’800 nell’Orto Agrario di Bologna. Non si conosce l’origine, fu poi illustrata da Gallesio (Azzeruolo) nella sua Pomona Italiana (1819-37) dove era coltivata in Toscana in Val d’Arno. Il suo nome deriva dalla somiglianza con i frutti dell’azzeruolo (Crataegus azarolus L.) essendo molto piccoli e riuniti a grappolo. A Bologna era anche denominata Nazzerolo. La varietà poi è risultata presente anche in Campania col nome Lazzerola e in Lombardia. Secondo Bertoloni (1881), questa mela somiglierebbe molto alla Carla di Genova, ma è di questa meno fragrante.
Albero. vigoria elevata, portamento aperto, fioritura intermedia, produttività elevata e molto fertile
Frutto. troppo piccolo paragonabile a quello dell’azzeruolo, cui somiglia anche per la colorazione.
Sensibilità alle avversità. poco sensibile alle malattie, si ammacca molto facilmente
Valutazione d’insieme. mela autunnale, un tempo classificata come croccante a polpa “ghiacciola” (forse per la vitrescenza). Il difetto principale è che si ammacca molto facilmente, per questo teme i trasporti, sebbene si conservi fino a primavera in fruttaio.
Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Melo», scheda a cura di S. Alessandri, C. Buscaroli, L. Dondini, D. Ghetti, R. Gregori, S. Sansavini. Bibliografia citata dalla scheda: Gallesio, 1839; Bertoloni, 1881; Alessandri et al., 2016 Profilo molecolare Alessandri et al., 2016.
- Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎
