Mela Fior d’Acacia

Frutto · Emilia-Romagna

Cultivar di melo autoctona della Emilia-Romagna (Atlante CREA).

Cultivar di melo autoctona segnalata in Emilia-Romagna dall’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016).1

Scheda in attesa di approfondimento storico e descrittivo.

Descrizione pomologica

Origine. sconosciuta, segnalata agli inizi del ‘900 come mela di grande pregio commerciale, nel 1964 veniva ancora censita nel Piacentino. Qualche esemplare è ancora presente nel territorio collinare e montano della Val d’Arda, Val Chero, Val Nure e Val Trebbia (PC). Bertoloni (1881) la indicava fra le mele coltivate nel bolognese (Fior di Cassia dei Toscani), ma la forma del frutto non corrisponde con quella originaria. Il nome identificava le cassettone di mele poste negli armadi o locali portaabiti.

Albero. vigoria media, portamento ricadente, ramo a frutto lamburde, rami misti e brindilli, fioritura intermedia, produttività media e costante, scarsa cascola pre-raccolta

Frutto. dimensione medio-grossa, forma media, globoso-oblata, resistente alle manipolazioni, peduncolo medio- corto, buccia giallo-verde un po’ arrossata all’insolazione e striature appena accennate, liscia, con rugginosità nella cavità peduncolare, polpa soda, croccante a maturazione, di gusto intenso leggermente acidulo, aromatica, sapore di buone caratteristiche gustative Raccolta fine settembre-inizi ottobre, matura a dicembre-gennaio

Sensibilità alle avversità. rustica, scarsa sensibilità alla ticchiolatura, ma suscettibile a vitrescenza e butteratura

Valutazione d’insieme. cultivar autunno-invernale a duplice attitudine (da tavola e da cuocere), di buone caratteristiche organolettiche, interessante non solo per la lunga serbevolezza (fino ad aprile nei fruttai), ma anche per la rusticità e la tolleranza a malattie. Iscritta nel repertorio dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) della provincia di Piacenza, nella categoria “Antiche varietà di mele Piacentine”. Merita di essere presa in considerazione per la frutticoltura biologica e per i mercati di nicchia.

Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Melo», scheda a cura di C. Buscaroli, M. Busconi, V. Ughini. Bibliografia citata dalla scheda: Molon, 1901; Zago, 1909; Breviglieri e Solaroli, 1950; Branzanti e Sansavini, 1964; Liang et al., 2015 Profilo molecolare Liang et al., 2015.

  1. Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎