Mela Cerina
Frutto · Calabria, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Piemonte, Toscana, Umbria
Cultivar di melo autoctona della Piemonte (Atlante CREA).
Cultivar di melo autoctona segnalata in Piemonte dall’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016).1
Scheda in attesa di approfondimento storico e descrittivo.
L’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016) la segnala come cultivar autoctona anche in Emilia-Romagna.2
L’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016) la segnala come cultivar autoctona anche in Lazio.3
L’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016) la segnala come cultivar autoctona anche in Toscana.4
L’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016) la segnala come cultivar autoctona anche in Marche.5
L’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016) la segnala come cultivar autoctona anche in Umbria.6
L’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016) la segnala come cultivar autoctona anche in Calabria.7
Descrizione pomologica
Origine. ritrovata nelle colline di Ascoli Piceno e Recanati (MC). Il nome deriva dall’aspetto ceroso del frutto, che la accumuna erroneamente alla cultivar Zitella, rivelatasi diversa per il profilo molecolare. Bertoloni (1881) la include fra le mele bolognesi col sinonimo di Mela del Duca e la ritiene di origine Toscana e somigliante al Poppino di Bologna (più bianco e dolce).
Albero. vigoria medio-scarsa, portamento semi-espanso, ramo a frutto brindilli e rami misti, fioritura intermedia, produttività medio-scarsa, soggetto ad alternanza e a leggera cascola
Frutto. dimensione media, forma appiattita, tronco-conica breve, buccia liscia, colore giallo chiaro chiazzato o sfumata di rosso sul 20-30% della superficie, cerosa, rugginosità assente, polpa molto consistente, mediamente succosa e croccante, prevalentemente dolce e a bassa acidità, profumata, sapore mediocre Raccolta fine ottobre
Sensibilità alle avversità. sembra essere discretamente resistente a ticchiolatura e oidio
Valutazione d’insieme. cultivar invernale lontana dagli standard commerciali attuali, ma interessante per le resistenze a ticchiolatura e oidio e per la lunga conservazione e in fruttaio.
Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Melo», scheda a cura di I. Barbagiovanni, C. Buscaroli, R. Gregori, R. Pavia, S. Sansavini. Bibliografia citata dalla scheda: Branzanti e Sansavini, 1964; Virgili et al., 1992; Radicati et al., 1991; Agabbio, 1994a; Liang et al., 2015 Profilo molecolare Liang et al., 2015.
- Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎
- Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎
- Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎
- Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎
- Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎
- Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎
- Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎
