Mela Carraia
Frutto · Emilia-Romagna
Cultivar di melo autoctona della Emilia-Romagna (Atlante CREA).
Cultivar di melo autoctona segnalata in Emilia-Romagna dall’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016).1
Scheda in attesa di approfondimento storico e descrittivo.
Descrizione pomologica
Origine. sconosciuta, citata da Portapuglia nel 1813 nel Piacentino, ancora diffusa negli anni ’40 (Breviglieri, 1950), presente anche nella provincia di Parma. Probabilmente faceva parte delle alberate a sostegno delle viti o a margine dei campi coltivati nel ‘700-‘800.
Albero. vigoria medio-elevata, portamento espanso, , ramo a frutto lamburde, fioritura intermedia, produttività messa a frutto, cascola e produttività medie
Frutto. dimensione intermedia, forma oblata, appiattita, buccia giallo-verde con sopraccolore rosso-rosato nella parte esposta al sole, liscia, con rugginosità nella cavità peduncolare e talvolta in quella calicina, polpa soda, croccante, mediamente succosa, sapore mediocre nel rapporto dolce-acido, aromatica, nel complesso di discrete caratteristiche gustative Raccolta terza decade settembre- prima decade ottobre
Sensibilità alle avversità. buona tolleranza alla ticchiolatura, resistente alle manipolazioni
Valutazione d’insieme. mela rustica, autunnale, un tempo diffusa per il consumo fresco locale, oppure per la cottura o essiccazione. Prodotto agroalimentare tradizionale regionale iscritto quale “Antica varietà di mela Piacentina”. Nel periodo post bellico è stata utilizzata per qualche anno come impollinatore nei nuovi impianti.
Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Melo», scheda a cura di M. Busconi, R. Gregori, V. Ughini, S. Sansavini. Bibliografia citata dalla scheda: Portapuglia, 1813; Breviglieri e Solaroli, 1950; Petriccione et al., 2012a e b; Liang et al., 2015 Profilo molecolare Liang et al., 2015.
- Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎
