Mela Carla
Frutto · Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Veneto
Cultivar di melo autoctona della Piemonte (Atlante CREA).
Cultivar di melo autoctona segnalata in Piemonte dall’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016).1
Scheda in attesa di approfondimento storico e descrittivo.
L’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016) la segnala come cultivar autoctona anche in Lombardia.2
L’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016) la segnala come cultivar autoctona anche in Trentino-Alto Adige.3
L’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016) la segnala come cultivar autoctona anche in Veneto.4
L’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016) la segnala come cultivar autoctona anche in Liguria.5
L’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016) la segnala come cultivar autoctona anche in Emilia-Romagna.6
Descrizione pomologica
Origine. varietà un tempo coltivata soprattutto in Trentino Alto Adige, Piemonte, Lombardia e Liguria, Gallesio (1817) la riteneva originaria di quest’ultima regione. Nel 1949 rappresentava ancora il 5% della produzione nazionale.
Albero. vigoria media, habitus semispur, portamento leggermente assurgente, ramo a frutto sia su lamburde sia su rami misti, fioritura intermedia, produttività buonacon possibile cascola pre-raccolta
Frutto. dimensione piccola, di circa 100-120g, forma tronco-conica tendenzialmente sferoidale, a volte asimmetrica, peduncolo medio-lungo, buccia mediamente spessa, liscia, cerosa, di colore giallo-verde chiaro con tendenza al rosa e rosso sfumato a maturazione (al di sotto del 20%). Nel clone Carla Rossa, la colorazione della buccia può raggiungere il 60%, polpa bianca, fondente, mediamente succosa, croccante (il Gallesio la definiva la regina delle mele croccanti), non molto succosa, sapore molto dolce e poco acidulo, aroma delicato Raccolta dalla seconda decade di settembre (l’epoca sembra variare molto a seconda dell’area di coltivazione)
Sensibilità alle avversità. suscettibile a ticchiolatura e in minor misura ad oidio; molto sensibile a manipolazioni e al lungo trasporto; mediamente serbevole, fino a febbraio
Valutazione d’insieme. varietà autunno-invernale ancora presente in Alto Adige con una piccola nicchia di mercato, caratterizzata da un frutto dalle caratteristiche non eccelse, ma di bell’aspetto.
Selezioni clonali. Carla Rossa è un clone a frutto più colorato di cui si è persa traccia. Bertoloni (1881) distingue due cloni: Carla di Francia e Carla di Genova.
Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Melo», scheda a cura di S. Bartolini, G. Beccaro, E. Ducci, R. Gregori, W. Guerra, G. Mellano, G. Re, R. Velasco, M. Venturelli, S. Sansavini. Bibliografia citata dalla scheda: Breviglieri e Solaroli, 1950; Branzanti e Sansavini, 1964, Baldini e Sansavini, 1967; Bounous et al., 2006; www.agriligurianet.it Profilo molecolare: Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (Università di Torino).
- Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎
- Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎
- Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎
- Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎
- Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎
- Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎
