Castagna Palummina

Frutto · Campania

Cultivar di castagno autoctona della Campania (Atlante CREA).

Cultivar di castagno autoctona segnalata in Campania dall’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016).1

Descrizione pomologica

Origine. deriva da selezioni effettuate nei secoli entro il gruppo varietale delle Castagne di Montella, nell’avellinese Pianta vigoria molto elevata, portamento aperto, germogliamento in epoca intermedia, fioritura femminile intermedia, impollinatori la varietà Verdole e i selvatici spontanei locali di Castanea sativa, produttività elevata e costante

Frutto. tipologia castagna, n. frutti per riccio mediamente 3, dimensione media, forma sferico conica, in zone fredde ha leggera gibbosità nella faccia soprastante l’ilo, pericarpo color marrone rossastro, con strie evidenti che sbiadiscono presto, non aderente, pellicola (e perisperma) poco aderente al seme, seme bianco compatto, sapore marcatamente dolce Raccolta intermedia-tardiva

Sensibilità alle avversità. alquanto resistente alle avversità biotiche (però suscettibile al balanino). La pezzatura risente molto delle condizioni edafiche e climatiche dell’ambiente di coltura

Valutazione d’insieme. apprezzata per utilizzo del fresco, per trasformato in castagne secche o bianche (da cui si ricava la tradizionale “castagna infornata” o “del Prete”, frutti morbidi con sapore intenso tendente al cioccolato) e farine. Ha ottenuto il riconoscimento IGP Castagna di Montella nel 1996

Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Castagno», scheda a cura di Grassi G.. Bibliografia citata dalla scheda: D’Agostino G. 1988, Cristinzio e Testa 2006, Giardiello et al. 1995, MiPAAF Disciplinare di produzione IGP Castagna di Montella, 1996.

  1. Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎