Albicocca Sant’Ambrogio di Firenze

Frutto · Toscana

Cultivar di albicocco autoctona della Toscana (Atlante CREA).

Cultivar di albicocco autoctona segnalata in Toscana dall’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016).1

Descrizione pomologica

Origine. Toscana, ha avuto origine da seme nel 1850 nell’azienda delle Cascine (Firenze della Società Toscana di Orticoltura. Già nell’anno seguente alla sua segnalazione era commercializzata in Francia e poi diffusa in molti altri paesi (Austria, Germania, Romania) (Loschnig e Passecker, 1954) ed è stata a lungo inserita nei cataloghi di molti vivaisti italiani 

Albero.  vigoria elevata, fabbisogno in freddo elevato, fioritura precoce (+5 San Castrese), produttività elevata

Frutto. dimensione media, forma oblunga, buccia colore di fondo arancione, sovraccolore presente a macchie, polpa arancione chiaro-arancione, di consistenza medio-elevata, sapore buono, succosità media, nocciolo medio, rotondo, carena media, spicco, mandorla molto amara

Maturazione. medio-precoce, (- 5 San Castrese)

Sensibilità alle avversità. poco sensibile alle manipolazioni e scarsa sensibilità alla Monilia sia sui fiori che sui frutti

Valutazione d’insieme. varietà rustica, produttiva, con frutti di qualità non eccezionali, sapore acidulo se colti immaturi

Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Albicocco», scheda a cura di C. Iacona, R. Guerriero  . Bibliografia citata dalla scheda: Molon, 1901; Löschnig e Passecker, 1954; Della Strada et al., 1989; www.germoplasma.arsia.toscana.t, 2003 .

  1. Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎