Albicocca Amabile Vecchioni
Frutto · Toscana
Cultivar di albicocco autoctona della Toscana (Atlante CREA).
Cultivar di albicocco autoctona segnalata in Toscana dall’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016).1
Descrizione pomologica
Origine. individuata nel 1960 dal Prof. Franco Scaramuzzi a Follonica (GR) nell’ambito di una popolazione di semenzali di albicocco destinati ad essere utilizzati quali portinnesti franchi. Limitata diffusione sul litorale toscano
Albero. vigoria elevata, fabbisogno in freddo medio, fioritura precoce (+4 S.C.), produttività elevata
Frutto. dimensione pezzatura grande, forma ellittica-oblunga, buccia arancione, sovraccolore leggero, polpa arancione chiaro/arancione, consistenza media, sapore buono, nocciolo grande, forma ellittica, carena molto sviluppata, spicco, mandorla molto amara
Maturazione. medio – precoce, prima metà di giugno (-5 rispetto a San Castrese)
Sensibilità alle avversità. scarsa sensibilità alle manipolazioni ed alla Monilia, sia sui fiori che sui frutti
Valutazione d’insieme. interessante per rusticità e produttività. Buon sapore dei frutti. I frutti sono leggermente acidi se raccolti prima della completa maturazione. Nelle zone più favorevoli richiede il diradamento dei frutti per raggiungere una buona pezzatura
Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Albicocco», scheda a cura di C. Iacona, R. Guerriero . Bibliografia citata dalla scheda: Guerriero e Xiloyannis, 1979; Germoplasma ARSIA, 2003 (http://germoplasma.arsia.toscana.it/Germo/).
- Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎
