Albicocca Canino Bello
Frutto · Toscana
Cultivar di albicocco autoctona della Toscana (Atlante CREA).
Cultivar di albicocco autoctona segnalata in Toscana dall’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016).1
Descrizione pomologica
Origine. isolato nel 1960 nel vivaio sperimentale di Venturina (Livorno) da una popolazione di semenzali di albicocco, provenienti dalla Spagna, utilizzati quali portinnesti franchi. Il nome sembra avere tuttavia origine remota, in quanto citato come italiano da Hogg (1860). Inizialmente diffuso sul litorale toscano.
Albero. vigoria elevata, fabbisogno in freddo limitato, fioritura precoce (+ 5 San Castrese), produttività medio- elevata
Frutto. dimensione grande, forma ellittica, buccia arancione chiaro, sovraccolore assente, polpa arancione chiaro, consistenza medio-elevata, sapore ottimo, succosità medio-scarsa, nocciolo medio, rotondo, carena scarsa, spicco, mandorla molto amara
Maturazione. metà giugno (con San Castrese)
Sensibilità alle avversità. poco sensibile alle manipolazioni, molto sensibile alla Monilia sia sui fiori che sui frutti
Valutazione d’insieme. buona produttività, frutti grossi di buon sapore e ben conservabili
Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Albicocco», scheda a cura di C. Iacona, R. Guerriero . Bibliografia citata dalla scheda: Hogg, 1860, Germoplasma ARSIA, 2003 (http://germoplasma.arsia.toscana.it/Germo/).
- Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎
