Albicocca Reale d’Imola
Frutto · Emilia-Romagna, Veneto
Cultivar di albicocco autoctona della Veneto (Atlante CREA).
Cultivar di albicocco autoctona segnalata in Veneto dall’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016).1
L’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016) la segnala come cultivar autoctona anche in Emilia-Romagna.2
Descrizione pomologica
Origine. il nome Reale è da considerarsi intramontabile tanto che, nel tempo, sono circolate numerose Reali, spesso molto dissimili tra loro: una Reale o Royal Königsaprikose viene infatti riportata da Molon (1890), come rinvenuta nei giardini del Palais du Luxemburg a Parigi prima del 1837. Inizialmente diffusa in Romagna, si è andata progressivamente riducendo a causa della maturazione scalare, che aumenta i costi di raccolta
Albero. vigoria elevata, fabbisogno in freddo molto elevato, fioritura tardiva, inizio marzo (+15 San Castrese), produttività media, scarsa ed incostante negli ambienti ad inverno mite
Frutto. dimensione medio-grande (45-65 g), forma ovata, buccia colore di fondo arancione, sovraccolore presente esteso, polpa arancione, consistenza media, sapore eccellente, succosità elevata, nocciolo grande, ovato, carena media, spicco, mandorla dolce o leggermente amara
Maturazione. tardiva (+11 San Castrese)
Sensibilità alle avversità. sensibilità alle manipolazioni medio-scarsa e sensibilità alla Monilia scarsa
Valutazione d’insieme. frutti di ottima qualità (elevato grado refrattometrico), a maturazione non contemporanea, tanto da richiedere fino a 6 staccate. Varietà inadatta agli ambienti litoranei o meridionali. In Romagna è stata sostituita da altre varietà, oppure utilizzata per la produzione di succhi
Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Albicocco», scheda a cura di C. Buscaroli, C. Iacona, R. Guerriero . Bibliografia citata dalla scheda: Hogg, 1860; Molon, 1901; Branzanti e Dall’Olio, 1961; Scaramuzzi,1962; Fideghelli e Monastra, 1977; Guerriero e Monteleone, 1992.
