Castagna Marrone di San Zeno

Frutto · Veneto

Cultivar di castagno autoctona della Veneto (Atlante CREA).

Cultivar di castagno autoctona segnalata in Veneto dall’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016).1

Descrizione pomologica

Origine. la zona di produzione e trasformazione del Marrone di San Zeno comprende il territorio della provincia di Verona situato fra il lago di Garda ed il fiume Adige, nei comuni di Brentino- Belluno, Brenzone, Caprino Veronese, Costermano, Ferrara di Monte Baldo, San Zeno di Montagna, tutti compresi nella zona omogenea della Comunità Montana del Baldo. Pianta vigoria media, portamento espanso, germogliamento intermedio, fioritura femminile n.d., impollinatori selvatici e cultivar di C. sativa della zona, produttività medio-elevata

Frutto. tipologia marrone casentinese, n. frutti per riccio 1-3, dimensione pezzatura variabile (50-120 frutti/kg), forma ellissoidale con apice poco rilevato, facce laterali con diverso grado di convessità, pericarpo marrone chiaro lucido con strie più scure, pellicola (e perisperma)  sottile con lievi intrusioni e non aderente, seme giallo paglierino lievemente corrugato, sapore dolce Raccolta in epoca intermedia – tardiva, protratta 

Sensibilità alle avversità. mediamente sensibile al cancro corticale, a Phytophthora e a cinipide galligeno

Valutazione d’insieme. varietà apprezzata perché i frutti sono destinabili a utilizzi vari, dal consumo fresco (arrostiti oppure lessati in acqua) a quelli industriali. Ha ottenuto nel 2003 il riconoscimento DOP “Marrone di San Zeno”

Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Castagno», scheda a cura di Mellano M.G., De Biaggi M., Beccaro G.L. . Bibliografia citata dalla scheda: Consorzio Tutela M. San Zeno, MiPAAF 2003.

  1. Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎