Albicocca Boccuccia
Frutto · Campania
Cultivar di albicocco autoctona della Campania (Atlante CREA).
Cultivar di albicocco autoctona segnalata in Campania dall’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016).1
Descrizione pomologica
Origine. si vuole ottenuta casualmente da seme dall’agricoltore Donato Formisano nella sua azienda nel Comune di Resina (NA), intorno al 1917. Diffusa inizialmente nel versante sud-occidentale del Vesuvio, poi introdotta nelle altre aree di coltivazione della Campania e del meridione. Si può considerare una varietà-popolazione in ragione della presenza di numerosi cloni. Attualmente è in regressione͘
Albero. vigoria elevata, fabbisogno in freddo medio-elevato, fioritura precoce, produttività elevata
Frutto. dimensione media (58 g), forma rotonda/ellittica, buccia colore di fondo arancione chiaro, sovraccolore assente o presente in tracce, polpa arancione, di media consistenza, sapore medio, nocciolo medio, oblungo, carena scarsa, non aderente alla polpa, mandorla amara
Maturazione. intermedia, metà giugno (con San Castrese)
Sensibilità alle avversità. mediamente sensibile alle manipolazioni e alla Monilia
Valutazione d’insieme. buona cultivar che ha trovato adattabilità anche al di fuori dell’area di origine. Attualmente ad essa vengono preferite altre cultivar di introduzione più recente. Si può considerare il prototipo delle albicocche campane.
Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Albicocco», scheda a cura di F. Pennone, L. Scarpato. Bibliografia citata dalla scheda: Scaramuzzi, 1962; Forte, 1971; Fideghelli e Monastra, 1977; Guerriero e Xiloyannis, 1979, Monastra et al., 1984.
- Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎
