Uva Nirana

Vitigno · Emilia-Romagna

Attestazione modenese (1752)

Nelle Annotazioni a I Vini Modanesi, attribuite a Niccolò Caula, la Nirana è detta uva piuttosto «forte» che tenera, ma di cattiva qualità enologica. La fonte la dice non molto nera, poco adatta all’aggiunta d’acqua e capace di dare vino debole e cattivo. Il grappolo è di grandezza ordinaria con picciuolo rosso; gli acini sono abbastanza grossi e rotondi, con pedicelli piuttosto lunghi, quindi meno stretti e ammassati che nella Covra.

Fonte: N. Caula [annotazioni attribuite], I Vini Modanesi, Modena, 1752, nota 38, p. 40.

Descrizione (Francesco Aggazzotti, 1867)

Grappolo voluminoso e paffuto, piramidale; picciuoletti distinti fino a metà del grappolo. Peduncolo verde e di mediocre resistenza. Acino grosso, sferico, polveroso, opaco, colla polpa piuttosto soda. Buccia nero-violacea, grossa, coriacea, con tutta la materia colorante aderente alla medesima. Sugo abbondante, molto dolce, melato, inaromatico, incoloro.

Uva di poco merito come vinifera, perché madre di vino troppo dolciastro, tendente al grasso ed al filare. Come mangereccia stanca per la sua grossa buccia e pel suo dolce-melato grasso; se non che è molto produttiva, ed adattasi a tutte le sorta di terreni vitiferi, purché non sortumosi.

F. Aggazzotti, Catalogo descrittivo delle principali varietà di uve coltivate presso il cav. avv. Francesco Aggazzotti del Colombaro, Modena, Tip. Carlo Vincenzi, 1867, scheda 38, p. 27.

Nome dialettale reggiano: niràna (uva nera), «Nirano nero» (Carlo Casali, I nomi delle piante nel dialetto reggiano, Reggio Emilia, 1915).

  • n. L. Maini, 1851
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