Uva Montanarina
Vitigno · Emilia-Romagna
Montanarina è buona: ha grappolo mediocre, grani fitti e rotondi, nè troppo grossi. Nel colore inclina al verduccio: soffre molt'acqua, ed è squisitissima al gusto. Fonte primaria collazionata: N. Caula [annotazioni attribuite], I Vini Modanesi, Modena, 1752, nota 73, p. 50.
- Maini, Luigi – L’Indicatore Modenese n. 12 “Catalogo alfabetico di quasi tutte le uve o viti conosciute e coltivate nelle provincie di Modena e Reggio secondo i loro nomi volgari con altre osservazioni relative” – 1851 ↩︎
Nome dialettale reggiano: muntanarèina (Montanarino bianco), muntanèra (Montanara bianca), uva bianca (Carlo Casali, I nomi delle piante nel dialetto reggiano, Reggio Emilia, 1915).
Profilo ampelografico (Malavasi, 1879)
Tralcio. Verde, superiormente prismatico bene scanalato, inferiormente striato, a strie e scanalature un po’ spiraliformi, a nodi grossi, internodi piuttosto brevi, lunghi più del peduncolo della foglia.
Foglia. Lembo a 5 lobi poco incisi (1/4 al più), gli inferiori piuttosto divaricanti, denti rari, acuti, profondi, mucronati. Pagina superiore di color verde-carico, l’inferiore pubescente su tutte le nervature salienti e sottili. Peduncolo verdastro-lievemente rossigno, talvolta aracneoso superiormente, poco ingrossato alla base, geniculato e contorto, lungo poco meno della nervatura centrale.
Grappolo. Spesso bifido per un asse secondario molto lungo; considerato nell’asse principale è cilindrico-globoso, un po’ serrato, a peduncolo lungo e un po’ ligneo, rachide verde, di lunghezza mediocre.
Acino. Sferico, di 16 mm., sugoso, dolciastro, a piccola macchiettina bruna al sommo, buccia giallo-verde un po’ consistente, cera mediocre. Semi: 3 grandi, brunicci, a colletto strozzato e quasi bifido al sommo.
Descritta da Malavasi col nome di Montanara. Vitigno ferace, poco coltivato, dà uva non molto pregiata; matura in settembre. Il Caula nota la Montanarina come uva buona.
L. Malavasi, Contributo all’ampelografia modenese, Modena, Tip. Cesare Olivari, 1879.
