Uva Gherpello
Vitigno · Emilia-Romagna
Cultivar: Gherpello Rosso, Gherpello Nero1
Gherpello, è simile alla Lambrusca nel grappolo: il grano è un tantino più grosso; fa buon vino, non però si gagliardo ma più dolce; È di due sorte, altro nero, altro rosso: il rosso è bensì buono, ma non tanto come il nero, nè dà vino così colorito. Fonte primaria collazionata: N. Caula [annotazioni attribuite], I Vini Modanesi, Modena, 1752, nota 22, p. 35.
Il cultivar nero era presente a San Faustino, ad alberata su vite maritata all’olmo nel 18863.
Il cultivar rosso era presente a Soliera nel podere del sig. Boccolari4.
- Maini, Luigi – L’Indicatore Modenese n. 11 – “Catalogo alfabetico di quasi tutte le uve o viti conosciute e coltivate nelle provincie di Modena e Reggio secondo i loro nomi volgari con altre osservazioni relative” – 1851 ↩︎
- Maini, Luigi – L’Indicatore Modenese n. 11 – “Catalogo alfabetico di quasi tutte le uve o viti conosciute e coltivate nelle provincie di Modena e Reggio secondo i loro nomi volgari con altre osservazioni relative” – 1851 ↩︎
- Ramazzini, Enrico – “Viti a vigna, o maritate agli olmi?” – Il Campagnuolo n.3 – 1886 ↩︎
- Bollettino del Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio – 1912 ↩︎
Profilo ampelografico (Malavasi, 1879)
Tralcio. Quasi cilindrico, piuttosto rossigno, a strie alcune un po’ salienti, nodi grossi, internodi alquanto brevi e disposti un po’ a zig-zag.
Foglia. Lembo a 5 lobi, incisi circa per 1/4; gli inferiori però per lo più poco incisi da far sembrare la foglia quasi triloba, e divaricanti; il lobo medio talvolta trilobo, denti medj mucronati. Pagina superiore d’un bel verde; l’inferiore pubescente sulle nervature principali, anche arrossanti. Peduncolo rossiccio, ingrossato alla base e verso il sommo, geniculato e raramente contorto, minore della nervatura centrale.
Grappolo. Cilindrico, un po’ raro, di cent. 20 in media, a 4-5 assi secondarj, peduncolo un po’ lungo e tenace, rachide verde.
Acino. Subsferico di mm. 15×16, finissimamente punteggiato al sommo, dolce-aciduletto, sugoso, a buccia grossa, nera, con cera mediocre. Semi: 3-4 globosi, castani, piuttosto grossi.
Forma detta da Malavasi Gherpello grosso. Vitigno piuttosto frequente e ferace, matura in settembre; il vino non è stimato per durata. Un tralcio dal territorio di Formigine, colà detto Lambrusco Grappello, parve a Malavasi appartenere a questa varietà.
Forma Gherpello fino (a graspo rosso). Tralcio rossigno, scanalato, a nodi non molto ingrossati, internodi lunghi; foglia a 5 lobi incisi da 1/3 a 1/2, gli inferiori poco incisi (talora foglia triloba), denti poco incisi a mucroncino ottuso; pagina superiore verde talora aracneosa, tardi pochissimo arrossante, l’inferiore lanuginosa a nervature rosse alla base; peduncolo rosso, cilindrico; grappolo raro, cilindrico, di 10-15 cent., a lungo peduncolo, rachide rossigno, pedicelli un po’ rossi; acino sferico di 13 mm., sugoso, dolce-gustoso, finissimamente punteggiato, buccia consistente nera, cera mediocre; semi per lo più 3 brunicci. Vitigno non frequente, discretamente ferace; uva matura in settembre, pregiata per vino.
Forma Gherpello salamino. Tralcio rosso, aracneoso, un po’ prismatico, nodi grossi, internodi brevi; foglia a 5 lobi poco incisi (1/4 al più), gli inferiori avvicinati, pagina superiore verde-cupa volgente al rosso bruno fra le nervature, l’inferiore lanuginosa a nervature grosse bianche; peduncolo rossigno; grappolo piccolo, di 10-12 cent., cilindrico (talvolta conico o globoso), raro, rachide gialliccio volgente al rosso, pedicelli rossi; acino sferico di 12 mm., a piccolo mucroncino chiaro, sugoso, dolce, buccia nera grossa; semi per lo più 2 globosi, medj, castani. Vitigno frequente, ferace; uva matura in settembre, stimata per vino. Malavasi ipotizza che a questa e alla forma fina corrispondano il Magliolo e il «gherpiel vermiglio» del Caula.
L. Malavasi, Contributo all’ampelografia modenese, Modena, Tip. Cesare Olivari, 1879.
