Albicocca Susincocco

Frutto · Campania

Cultivar di albicocco autoctona della Campania (Atlante CREA).

Cultivar di albicocco autoctona segnalata in Campania dall’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016).1

Descrizione pomologica

Origine. ritenuta come Prunus dasycarpa (Ehrh) ibrido spontaneo tra Prunus armeniaca e Prunus cerasifera. Coltivata dai primi del novecento nei comuni di Portici, Ercolano, Torre del Greco, San Sebastiano al Vesuvio, San Giorgio al Cremano. Attualmente presente sporadicamente nell’area vesuviana e venduta sui mercati locali e della Costiera amalfitana.

Albero. vigoria elevata, fioritura precoce, auto-incompatibile, produttività scarsa

Frutto. dimensione piccola (35 g), forma rotonda-ovata, buccia pubescente, colore di fondo giallo/arancione, sovraccolore rossastro esteso a quasi tutto il frutto, polpa giallo scuro, rosso vinoso solo appena al di sotto dell’epidermide, consistenza scarsa, sapore medio, succosità elevata, nocciolo medio, ovato-ellittico, carena scarsa, aderente alla polpa, mandorla leggermente amara

Maturazione. metà giugno (-5 San Castrese)

Sensibilità alle avversità. sensibile alle manipolazioni e piuttosto sensibile alla Monilia

Valutazione d’insieme. frutto con caratteristiche intermedie tra l’albicocco e il susino, ben accetto dai mercati locali per la sua precocità. E’ una interessante anticipazione dei nuovi ibridi americani (Plumcot, Aprium) che si stanno affermando nei vari mercati

Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Albicocco», scheda a cura di F. Pennone, L. Scarpato . Bibliografia citata dalla scheda: Micheli, 1716; Gallesio, 1817; Löschnig e Passecker, 1954.

  1. Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎