Mela Rosmarina Bianca
Frutto · Trentino-Alto Adige
Cultivar di melo autoctona della Trentino-Alto Adige (Atlante CREA).
Cultivar di melo autoctona segnalata in Trentino-Alto Adige dall’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016).1
Scheda in attesa di approfondimento storico e descrittivo.
Descrizione pomologica
Origine. la varietà sembra essere di origine sud tirolese. La prima descrizione risale al 1797 (Christ) e già allora aveva una certa diffusione. Fino all’800 in Alto Adige è stata la mela più nota. Sono documentate esportazioni di questa varietà fino in Russia, ma già a metà del ‘900 era in via di abbandono (Breviglieri e Solaroli, 1950). Ora si producono i frutti solo per le sagre o poco più.
Albero. vigoria media con chioma assurgente, portamento espanso, ramo a frutto brindilli e rami misti, fioritura intermedia, produttività elevata e costante, necessita di terreni profondi in zone calde e protette, entra in produzione abbastanza tardivamente
Frutto. caratteristico, attraente, valido, rappresentativo dei primi insediamenti di melo nel Tirolo.
Sensibilità alle avversità. albero piuttosto soggetto a malattie, sensibile sia all’oidio sia alla ticchiolatura
Valutazione d’insieme. cultivar autunno-invernale un tempo molto apprezzata per il consumo fresco. Frutti serbevoli in fruttaio, fino a marzo. Faceva parte dei primi contingenti di mele esportati in Austria e Germania a fine dell‘800.
Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Melo», scheda a cura di W. Guerra, R. Velasco, M. Venturelli. Bibliografia citata dalla scheda: Breviglieri e Solaroli, 1950; Branzanti e Sansavini, 1964; Liang et al., 2015; Bonomi et al., 1998 Profilo molecolare Liang et al., 2015.
- Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎
