Albicocca Val Venosta
Frutto · Trentino-Alto Adige
Cultivar di albicocco autoctona della Trentino-Alto Adige (Atlante CREA).
Cultivar di albicocco autoctona segnalata in Trentino-Alto Adige dall’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016).1
Descrizione pomologica
Origine. probabilmente dalla valle omonima, in Alto Adige. Forse appartiene alla famiglia della Luizet e di Breda, diffuse nel Nord Europa, pur diversificando leggermente per i caratteri dei frutti (Guerriero et al., 2006). Secondo Dettori et al. (2016) le differenze tra i cloni Venosta e della Venosta, all’analisi molecolare risultano minime; invece questo ultimo clone corrisponderebbe in tutti i loci con la cultivar pugliese Mandorla dolce citata da Molon già nel 1890 Molto simile a Mandel Grosse (vedi lista B) di cui potrebbe essere un clone o viceversa. E’ inserita nella lista delle varietà tradizionali valide per le regioni dell’Italia settentrionale (Massai e Iacona, 2015).
Albero. vigoria media, fabbisogno in freddo molto elevato, fioritura tardiva (+16 San Castrese), produttività scarsa al di fuori della regione d’origine
Frutto. dimensione grande (60 g), forma triangolare-ovata, buccia colore di fondo arancione chiaro, sovraccolore presente, esteso, polpa arancione, consistenza medio-elevata, sapore buono, succosità elevata nocciolo medio-grande, ellittico, carena scarsa, spicco, mandorla dolce (o talora leggermente amara)
Maturazione. tardiva, inizio luglio (+10 San Castrese)
Sensibilità alle avversità. sensibile alle manipolazioni e alla Monilia
Valutazione d’insieme. non valida fuori dalla regione alpina, a causa prevalentemente dell’elevato fabbisogno in freddo. In Val Venosta, anche se ha ceduto spazio alla melicoltura, è ancora coltivata e apprezzata nei mercati locali
Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Albicocco», scheda a cura di C. Iacona, R. Guerriero . Bibliografia citata dalla scheda: Molon, 1901; Löschnig e Passecker, 1954; Scaramuzzi, 1962; Fideghelli e Monastra, 1977; Guerriero e Monteleone, 1992; Guerriero et al. 2006; Massai e Iacona, 2015; Dettori et al. 2016 .
- Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎
