Mela Gravenstein
Frutto · Trentino-Alto Adige
Cultivar di melo autoctona della Trentino-Alto Adige (Atlante CREA).
Cultivar di melo autoctona segnalata in Trentino-Alto Adige dall’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016).1
Scheda in attesa di approfondimento storico e descrittivo.
Descrizione pomologica
Origine. varietà molto antica già descritta nel XVII secolo. L’origine è controversa, probabilmente deriva da un semenzale casualmente ritrovato presso il castello Gravenstein in Schleswig- Holstein (Germania). In un vecchio documento (citato da W. Guerra) si parla dell’Alto Adige come zona d’origine. I tentativi di diffondere la Gravenstein in altre aree a sud di Bolzano sono sempre falliti͘
Albero. vigoria elevata, portamento espanso, ramo a frutto rami misti e brindilli, lenta entrata in produzione, fioritura precoce, produttività medio-elevata con forte tendenza all’alternanza
Frutto. dimensione medio-grossa, forma irregolare e asimmetrica, le costolature sono pronunciate, buccia liscia, a maturazione diviene untuosa, il colore di fondo verde giallo è ricoperto da un sovraccolore rosso fiammato sulla parte soleggiata, polpa succosa, tipicamente acida e leggermente speziata, suscettibile alle ammaccature, aroma eccellente, praticamente inconfondibile, sapore buono, da consumarsi appena raccolto. Raccolta terza decade di luglio, maturazione intermedia
Sensibilità alle avversità. suscettibile a ticchiolatura, oidio e butteratura amara.
Valutazione d’insieme. varietà estiva di eccellenti qualità gustative, acidula e succosa, da consumo fresco, ma facilmente deperibile; la serbevolezza è molto limitata. Vista l’elevata succosità e acidità dei frutti è adatta per la produzione di succhi e può essere utilizzata per conserve e passate. È stata esclusa già da vari anni dai nuovi impianti, anche se rimane una mela interessante per le sue peculiarità. La coltivazione comunque è problematica e dispendiosa, per i difetti sopra citati, e per l’onerosa gestione degli alberi.
Selezioni clonali. è noto un suo mutante, Red Gravenstein (frutto con buccia rosso intenso non striato), introdotto negli anni ’60 (Branzanti e Sansavini, 1964) e ancora presente in vecchi impianti in provincia di Bolzano.
Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Melo», scheda a cura di W. Guerra. Bibliografia citata dalla scheda: Agabbio, 1994a; Vitellozzi et al., 2003.
- Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎
