Pera Sanguigna

Frutto · Sardegna

Cultivar di pero autoctona della Sardegna (Atlante CREA).

Cultivar di pero autoctona segnalata in Sardegna dall’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016).1

Scheda in attesa di approfondimento storico e descrittivo.

Descrizione pomologica

Origine. le pere a polpa sanguigna sono presenti in diverse regioni e con nomi diversi. Non è semplice stabilire l’origine di queste varietà, che devono il loro nome alla particolare colorazione della polpa, che a piena maturazione, a seconda dell’ambiente di coltivazione, si presenta con diverse intensità di rosso. La cv oggi più nota è la Cocomerina la cui maggiore concentrazione si trova in comune di Verghereto (FC), in particolare a Ville di Montecoronaro, localmente detta anche Cocomera. Qualche pianta sparsa, comunque, si trova anche in altre aree appenniniche romagnole. Sul versante toscano del Parco delle Foreste Casentinesi, questa varietà di pero è più spesso chiamata Sanguinello o Briaco e recenti lavori di indagine morfologica e molecolare hanno messo in evidenza che anche le varie accessioni reperite in Casentino sono riferibili a due gruppi distinti, una varietà precoce (Cocomerina precoce) ed una tardiva (Cocomerina tardiva). In Sardegna è presente una pera Sanguigna, assimilabile alle pere dello stesso tipo presenti nelle regioni centrali dell’Italia continentale

Albero. vigoria medio-elevata (Cocomerina precoce), medio-scarsa (Cocomerina tardiva) portamento espanso, fioritura medio-tardiva, produttività medio-elevata

Frutto. dimensione piccola, forma maliforme o doliforme breve (C. precoce), doliforme breve o sferoidale (C. tardiva), buccia colore di fondo giallo-verde chiaro, colorata all’insolazione di rosso chiaro striato sul 5- 20% della superficie ed è liscia e di considerevole spessore, le lenticelle sono piccole, a volte presenta una leggera rugginosità vicino al peduncolo (C. precoce), giallo-verde, il sovraccolore è rosso, a volte presenta leggere striature e ricopre una superficie del 30-90% ed è liscia e presenta numerose lenticelle chiare ed evidenti, a volte è presente nella zona calicina una sfumata rugginosità (C. tardiva), polpa grossolana, con sclereidi grossi vicino al torsolo, il colore della polpa è chiaro, vicino alla buccia o al torsolo ha sfumature rosate più o meno intense, per un 20-50% del volume (C. precoce), grossolana, croccante con sclereidi sparsi, poco succosa, mediamente dolce ed acida, poco aromatica, il colore della polpa è chiaro con sfumature rosse vicino alla buccia o al torsolo per un 50-80% del volume (C. tardiva), sapore dolce, poco acido, leggermente aromatico (precoce), mediamente dolce ed acido, poco aromatico (C. tardiva) Raccolta prima settimana di settembre (C. precoce), metà ottobre (C. tardiva)

Valutazione d’insieme. la scarsa conservabilità del frutto precoce fa sì che buona parte del prodotto venga trasformata in marmellate e distillati, mentre le pere tardive sono utilizzate per lo più cotte o per marmellate, magari insieme ai frutti di altre varietà autunno-invernali. È un presidio “slow food” che ha fortemente contribuito al rilancio commerciale. È anche importante dal punto di vista genetico per il carattere “polpa rossa” associata ad elevato contenuto in componenti antiossidanti

Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Pero», scheda a cura di G. Caracciolo, G. Della Strada, C. Fideghelli, S. Sirri, F. Spinelli. Bibliografia citata dalla scheda: Molon, 1901; Morettini et al., 1967; Agabbio, 1994; Quadretti, 2001; Odorizzi, 2005; Carboni e Meleagri, 2006-2008; Dalla Ragione, 2010; Regione Emilia-Romagna, 2011; Guidi, 2013; Regione Toscana, “Repertori Regionali”, s.d.; Arice et al., 2013.

  1. Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani, vol. I (coord. C. Fideghelli), CREA, 2016. ↩︎