Albicocca Di Germania
Frutto · Liguria, Toscana
Cultivar di albicocco autoctona della Liguria (Atlante CREA).
Cultivar di albicocco autoctona segnalata in Liguria dall’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016).1
L’Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (CREA, 2016) la segnala come cultivar autoctona anche in Toscana.2
Descrizione pomologica
Origine. antichissima varietà-popolazione, di origine sconosciuta. Somiglia molto alla Reale d’Imola, sia come habitus vegetativo, che come tipo di frutto o fenologia; ne differisce principalmente per il sapore del seme (Guerriero e Monteleone, 1992) Segnalata da Micheli (XVII° secolo) in due tipi: 1) fructu magno oblungo compresso, 2) fructu rotondo. Quest’ultima figura anche in un quadro di Bartolomeo del Bimbi. La prima viene descritta anche da Gallesio (1817) che la trova diffusa in Liguria e nel Pisano, oltre che in Francia e Nord Europa. E’ stata diffusa dai vivaisti italiani, con vari nomi, in quasi tutte le regioni.
Albero. vigoria elevata, fabbisogno in freddo molto elevato, fioritura medio-tardiva (+16 San Castrese), produttività scarsa
Frutto. dimensione medio-grande, forma ovata, buccia colore di fondo arancione-arancione chiaro, sovraccolore presente in tracce, polpa arancione, di consistenza medio-elevata, sapore ottimo, succosità medio-scarsa, nocciolo grande, ellittico, carena media, spicco, mandorla molto amara
Maturazione. tardiva, inizio luglio (+12 San Castrese)
Sensibilità alle avversità. poco sensibile alle manipolazioni e alla Monilia sia sui fiori che sui frutti
Valutazione d’insieme. frutto valido, ma produttività scarsa negli ambienti con inverni miti
Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Albicocco», scheda a cura di C. Iacona, R. Guerriero. Bibliografia citata dalla scheda: Gallesio, 1817; Molon, 1901; Löschnig e Passecker , 1954; Cristoferi e Faccioli, 1982; Guerriero e Monteleone, 1992; www.germoplasma.toscana.it, 2003 .
