Posto al centro della catena appenninica, l’Abruzzo mette a contatto due mondi: un interno di orografia accidentata, dove l’Appennino tocca le quote più alte, e una fascia litoranea adriatica dalle condizioni pedoclimatiche del tutto diverse. Da quell’isolamento nasce una ricchezza vegetale straordinaria: la flora vascolare abruzzese conta circa 3.360 entità fra specie e sottospecie, di cui una duecentina di interesse conservazionistico e 43 endemiche esclusive della regione.
La frutticoltura, qui, non è quasi mai stata coltura specializzata: gli alberi da frutto stavano consociati, a corredo di altre colture, e soprattutto legati alla vigna. Fino agli anni Sessanta del Novecento l’associazione fra piante da frutto e vigneto era la regola, e se ne vedono ancora esempi: era la vigna, con le cure assidue che richiedeva, a proteggere di fatto il patrimonio genetico dei fruttiferi. Le voci sono raccolte qui sotto per specie.










