Mela Durello
Frutto · Emilia-Romagna, Veneto
Mela invernale del distretto di Asolo, diffusa anche in Emilia e Lombardia; ottima da cuocere.
La Mela Durello, o Durello giallo, è un’antica cultivar diffusa in Emilia, Lombardia e Veneto, dove nel distretto di Asolo era in espansione già nei primi del Novecento.
Caratteri e usi
Albero mediamente vigoroso, a portamento molto assurgente, suscettibile alla ticchiolatura. Il frutto è medio, molto appiattito, costoluto; buccia giallo-verde con sfumature rosse o dilavata di rosso-bruno, un po’ rugginosa presso il peduncolo; polpa soda, fine, dolce, acidula, croccante, profumata. Matura da dicembre, è molto serbevole ed è considerata ottima da cuocere.
Fonte: M. Schiavon, Antiche varietà di mele e pere del Veneto, Veneto Agricoltura, 2010
Nell’Appennino modenese la durella (póm dürèl) è cultivar antichissima di origine padana e vi si trovano molte sottovarietà sotto il nome unico e generale di durella, con conseguenti difficoltà di classificazione.1 La più comune ha frutto di media pezzatura, appiattito, con buccia verde-giallo sfumata di rosso al sole e lenticelle suberose evidenti; la polpa è molto soda, bianca con venature rosa, acidula ma gustosa. Matura nella prima decade di ottobre e il consumo si protrae fino a tarda primavera: la conservazione eccezionale, senza frigorifero, è ciò che dà il nome — era la mela che «durava di più in solaio, ma anche in cantina». Nel maggio 2004 i ricercatori poterono gustare durelle raccolte nell’ottobre 2003 e conservate in cantina al fresco. L’albero è di medio vigore, con rami che tendono a mantenersi dritti verso l’alto, e molto sensibile alla ticchiolatura. Le testimonianze locali la legano al castagno: «le chiamavamo le mele del castagno perché, oltre a maturare nel periodo di raccolta delle castagne, la pianta ha un’affinità con le esigenze del castagno… non c’è castagneto che non abbia la sua durella», e non supera i 900 m. La stessa fonte conferma l’esistenza di una durella gialla, «più delicata, dura meno ma si mangia più volentieri perché ha la pasta più tenera rispetto a quella classica verde e rossa».2
Descrizione pomologica
Origine. antica varietà locale citata dal Gallesio. Questo nome indica una mela caratteristica del passato della melicoltura padana, soprattuto del ferrarese (prima metà del secolo scorso, da cui il sinonimo, Durello di Ferrara). Esiste una seconda varietà, che si contraddistingue per vari caratteri, un tempo presente in Romagna, Durello di Forlì, che non è un mutante, pertanto non va confusa con la prima͘
Albero. vigoria media, abbastanza compatto, portamento eretto, ramo a frutto prevalentemente lamburde, a lenta messa a frutto, fioritura medio-tardiva, produttività medio-elevata ma soggetta a cascola
Frutto. dimensione pezzatura media (circa 160g), forma globosa-appiattita, peduncolo corto o molto corto, buccia verde-giallo paglierino, con sfumature rossastre all’insolazione, liscia, con rugginosità nella cavità peduncolare, polpa soda, croccante, succosa, poco zuccherina e leggermente acidula, poco aromatica, sapore discreto, leggermente acidulo Raccolta seconda decade di ottobre, maturazione autunno-invernale
Sensibilità alle avversità. resistente a ticchiolatura
Valutazione d’insieme. varietà invernale dalla buona serbevolezza (si conserva bene nei mesi invernali, fino all’estate anche in fruttaio); scomparsa da tempo, nei meleti del dopoguerra era associata negli impianti a Decio per l’impollinazione incrociata; apprezzata per la resistenza alle malattie. Mela di mediocre qualità per il consumo diretto, è invece ottima da cuocere.
Fonte: Atlante dei fruttiferi autoctoni italiani (coord. C. Fideghelli), CREA, monografia «Melo», scheda a cura di G. Bassi, M. Bergamaschi, C. Buscaroli, R. Gregori, L. Schiavon, S. Sansavini. Bibliografia citata dalla scheda: Gallesio, 1839; Breviglieri e Solaroli, 1950; Baldini e Sansavini, 1967; Liang et al., 2015; Schiavon et al., 2007 Profilo molecolare Liang et al., 2015.
- CIPA — Centro di Istruzione Professionale Agricolo, ricerca sui frutti antichi della Comunità Montana Appennino Modena Ovest (valli del Dolo, del Dragone e del Rossenna); titolo e anno del catalogo da precisare. Vedi il dossier Il giardino dei frutti antichi di Montefiorino. ↩︎
- Testimonianze raccolte dalla ricerca CIPA. ↩︎
