Uva Raboso Veronese

Vitigno · Veneto

Il più gentile dei due Rabosi veneti: figlio del Raboso Piave e della Marzemina bianca, legato ai conti Papadopoli.

Il Raboso veronese è uno dei due Rabosi veneti, «così simili fra loro che occorre un occhio esperto per distinguerli». È la forma più raffinata: meno tardiva, meno acida, meno ricca di polifenoli e antociani, più zuccherina del fratello.1

Figlio del Piave e della Marzemina

La genetica lo colloca con precisione: il Raboso veronese è figlio del Raboso Piave e della Marzemina bianca — la quale, a sua volta, è imparentata in primo grado con la Garganega (il Grecanico dorato siciliano). Si può definire, in sostanza, «una forma ingentilita del Raboso Piave».1

I conti Papadopoli

Secondo le ricostruzioni storiche il vitigno si diffuse nel Vicentino e dintorni. Il suo capostipite sarebbe nato e selezionato nei possedimenti dove si coltivavano il Raboso Piave e altre varietà minori venete, fra cui la Marzemina bianca. Fu propagato dai conti Papadopoli, che a San Polo di Piave (Treviso) avevano un vivaio di viti; il nome veronese potrebbe essere, secondo alcune fonti, il cognome del selezionatore, e Raboso gli sarebbe stato dato per la forte somiglianza col genitore.1

  1. A. Scienza, S. Imazio, La stirpe del vino, Sperling & Kupfer, 2018. ↩︎