
Uva Marzemino
Vitigno · Trentino-Alto Adige
Il rosso «eccellente» cantato nel Don Giovanni: dal Veneto trecentesco al Trentino, e in Romagna diventa Berzamino.
Il Marzemino è il rosso reso immortale dal Don Giovanni di Mozart e Da Ponte — «eccellente Marzemino!». La prima testimonianza è un «Marceninum» del Veneto trecentesco, citato accanto a «Sclavum» e «Garganicum»; la zona di Vicenza e Bassano ne è il centro secondario di variabilità.1
Una famiglia di biotipi
Nel Trevigiano, prima della fillossera, se ne coltivavano molti biotipi: «rosso, oseletta, gropello, bastardo o bassanese, bianco, grosso o matrono, Marzeminone e zentil» — quest’ultimo il più pregiato, e quello coltivato oggi. Era tenuto in gran conto a Refrontolo, fra Conegliano e Pieve di Soligo, ma stava per essere abbandonato dopo la grande gelata del 1709: lo salvarono le famiglie nobili nei broli, «per produrre quel vino dolce al quale non potevano rinunciare».1
Nell’Ottocento era vinificato con Turbiana e Garganega per un vino «chiamato impropriamente Piccolit», da uve appese in granaio fino a gennaio e affinate tre anni in botticella.1
Fino in Romagna: la Balsamina
«Risalendo il fiordo adriatico, il Marzemino trova nuove patrie nelle Marche e in Romagna, dove il suo nome muta in Balsamina o Berzamino» — al seguito della potenza di Venezia. È il filo che lega i Berzemini emiliano-romagnoli alla grande famiglia veneto-trentina.1
- A. Scienza, S. Imazio, La stirpe del vino, Sperling & Kupfer, 2018. ↩︎

