
Uva Lambrusco a Foglia Frastagliata
Vitigno · Trentino-Alto Adige

Conosciuto come Enantio.
Conosciuto anche come Lambrusco nostrano, questo vitigno a bacca nera è stato descritto dal Ministero dell’Agricoltura nel 1962 sulla base dei materiali conservati presso la Stazione Sperimentale di Viticoltura ed Enologia di Conegliano e successivamente confrontati con esemplari coltivati nel Trentino, in particolare nelle zone di Serravalle, Ala e Avio.
Presenta germogli giovani con apici lanugginosi e bordi carminati, foglioline apicali e basali pentalobate con pagine fortemente aracnoidee e un asse del germoglio verde-bronzato. Il tralcio erbaceo è glabro e marcato da striature violacee, mentre i viticci, bifidi e intermittenti, sono robusti e bronzati alla base.
La foglia adulta è di grandezza superiore alla media, pentagonale e quinquelobata, con seno peziolare a lira chiudentesi e seni laterali profondi a U. Il lembo, spesso e piegato a gronda, ha pagina superiore verde e opaca, mentre quella inferiore è grigio-verde e aracnoidea, con denti molto pronunciati e acuti. La colorazione autunnale tende al rosso-bruno.
Il grappolo è di grandezza media, allungato e piramidale, spesso con una o due ali e di compattezza medio-alta. Il peduncolo è grosso e semilegnoso, mentre l’acino, di media grandezza e forma subrotonda, presenta buccia blu-nera molto pruinosa e coriacea, con polpa poco dolce, acidula e tannica. Sono presenti due o tre vinaccioli per acino. Il tralcio legnoso è robusto, con corteccia di colore nocciola più scura ai nodi e gemme coniche e appuntite.
Il vitigno mostra germogliamento, fioritura e caduta delle foglie di epoca media; invaiatura nella seconda metà di agosto e maturazione in IV epoca, nei primi giorni di ottobre. La vigoria è buona, la produzione abbondante e costante, con primo germoglio fruttifero al terzo o quarto nodo e scarsa fertilità delle femminelle. La resistenza alle avversità è considerata normale.
La domesticazione di questo vitigno è avvenuta
probabilmente sui terreni morenici tra il fiume
Adige e il lago di Garda. È infatti particolarmente
diffuso nel Trentino e nel veronese, marginale
la presenza nelle due province emiliane.
Deve il suo nome alle foglie assai espanse con seni particolarmente pronunciati. Data la sua area di origine, è tra i Lambruschi quello dotato di minor vigoria. Si adatta anche ai nostri ambienti fertili, ma predilige i terreni più sciolti con maggior componente sabbiosa. Ha germogliamento tardivo, che gli consente di sfuggire alle gelate primaverili, ed una maturazione ugualmente tardiva, entro la prima decade di ottobre.
È vitigno rustico con buona resistenza alle malattie e discreta vigoria; la vegetazione ha portamento semieretto e ha la seconda gemma fertile: si adatta ad ogni forma di allevamento, ma preferisce il Sylvoz
e il Cordone speronato. Fornisce un vino di colore rosso violetto con riflessi violacei, di buona struttura, sapido, poco astringente, fresco. È un vino rustico con sentori erbacei di fiori selvatici e viola, arricchiti da componente fruttata di mora, ciliegia e frutti di bosco. A volte, nelle migliori maturazioni, mostra sentori di frutti essiccati (prugna) e buona persistenza gusto olfattiva. Ad oggi è stato certificato 1 solo clone.
