Uva Berzemina
Vitigno · Emilia-Romagna
Vitigno da vino a bacca nera, coltivato a fine Ottocento nel Modenese (zona San Cataldo e Marzaglia), allevato a vite maritata all’olmo, di buona produttività; mosto di colore rosso carico e dolce. A fine XIX secolo la coltivazione era ormai sparsa e quasi abbandonata.
Nota storica (1752)
«uva nera buonissima, ha grane rotonde, chiare, e non molto grosse: guscia dura, dolce, e saporita al gusto. Il suo sapore, e la durezza della guscia la divaria bene dalla Negretta, che non è tanto saporita ed è di guscia tenera. (Nè devesi confondere colla Marzolina o Marzemina.)»
L. Maini, Catalogo alfabetico di quasi tutte le uve o viti conosciute e coltivate nelle provincie di Modena e Reggio, Modena 1851 (ed. 1854), p. 10.
Da non confondere con il Marzemino: già L. Maini (1851) distingueva nettamente le due uve («Nè devesi confondere colla Marzolina o Marzemina»). Alcune fonti (F. Aggazzotti, 1867; E. Ramazzini) le hanno tuttavia identificate: qui sono mantenute come varietà distinte, per attenzione filologica alle fonti discordi.
Secondo la ricostruzione di Scienza e Imazio, il Marzemino — vitigno veneto la cui prima attestazione è un «Marceninum» del Trecento — «risalendo il fiordo adriatico trova nuove patrie nelle Marche e in Romagna, dove il suo nome muta in Balsamina o Berzamino». È la traccia che collega i nostri Berzemini emiliano-romagnoli alla grande famiglia veneto-trentina del Marzemino, diffusa «al seguito della potenza militare ed economica della Repubblica» di Venezia.1
- A. Scienza, S. Imazio, La stirpe del vino, Sperling & Kupfer, 2018. ↩︎
