Uva Berzemina
Vitigno · Emilia-Romagna
Vitigno da vino a bacca nera, coltivato a fine Ottocento nel Modenese (zona San Cataldo e Marzaglia), allevato a vite maritata all’olmo, di buona produttività; mosto di colore rosso carico e dolce. A fine XIX secolo la coltivazione era ormai sparsa e quasi abbandonata.
Attestazione modenese (1752)
Nelle Annotazioni a I Vini Modanesi, attribuite a Niccolò Caula, la Berzemina è detta uva nera «buonissima», con acini rotondi, chiari e non molto grossi, buccia dura, sapore dolce e saporito. La fonte la distingue esplicitamente dalla Negretta e dalla Marzolina.
Fonte primaria collazionata: N. Caula [annotazioni attribuite], I Vini Modanesi, Modena, 1752, nota 19, p. 34. Il passo è ripreso anche da L. Maini, Catalogo alfabetico di quasi tutte le uve o viti conosciute e coltivate nelle provincie di Modena e Reggio, Modena 1851 (ed. 1854), p. 10.
Descrizione di Francesco Aggazzotti (1867)
Aggazzotti tratta sotto il nome Berzemina più forme, comprese forme a grano piccolo o grosso e una forma i cui acini possono disseccare. Il sugo è descritto come dolce e ricco di glucosio, con capacità colorante diversa secondo le forme. La considera molto comune e produttiva, più mangereccia che vinifera.
In cantina la usa soprattutto come correttivo: la dolcezza e il colore possono migliorare mosti aspri o poco maturi; in eccesso, però, secondo il lessico dell’autore può comunicare al vino un carattere «grasso». Associata a Lambruschi ricchi di tannino può dare vini molto colorati e pesanti.
Fonte: F. Aggazzotti, Catalogo descrittivo delle principali varietà di uve coltivate presso il cav. avv. Francesco Aggazzotti del Colombaro, Modena, 1867, n. 14, pp. 10–11. Aggazzotti accosta i nomi «Berzemina», «Marzemina», «Marzolina» e «Uva tedesca»; questo raggruppamento ottocentesco non va retroproiettato automaticamente sul testo del 1752.
Da non confondere automaticamente con il Marzemino: la fonte del 1752 distingue nettamente Berzemina e Marzolina, mentre Aggazzotti nel 1867 raggruppa o accosta denominazioni che la tradizione precedente teneva separate. La divergenza va conservata come dato storico, non risolta per semplice somiglianza del nome.
Secondo la ricostruzione di Scienza e Imazio, il Marzemino — vitigno veneto la cui prima attestazione è un «Marceninum» del Trecento — «risalendo il fiordo adriatico trova nuove patrie nelle Marche e in Romagna, dove il suo nome muta in Balsamina o Berzamino». È la traccia che collega i nostri Berzemini emiliano-romagnoli alla grande famiglia veneto-trentina del Marzemino, diffusa «al seguito della potenza militare ed economica della Repubblica» di Venezia.1
- A. Scienza, S. Imazio, La stirpe del vino, Sperling & Kupfer, 2018. ↩︎
