Mela Righetta

Frutto · Emilia-Romagna

Mela striata di rosso dell’Appennino modenese, cotta al forno con un bicchiere di vino bianco nella teglia.

La Mela Righettapóm rigadìn — prende il nome dalle striature rosse regolari che percorrono tutto il frutto su fondo verde.

Il frutto

Frutto medio-grande, di forma conica-appuntita. Il peduncolo è generalmente corto, con cavità aperta e poco profonda, ma a seconda della zona può presentarsi medio-lungo. La buccia è verde con le striature rosse regolari, leggermente cerosa e sottile; le lenticelle sono poco evidenti, quasi assenti. La polpa è per lo più bianca, croccante, acidula, molto profumata e succosa — ma può risultare aspra e poco gustosa se il frutto è cresciuto in condizioni poco favorevoli.

Raccolta fra settembre e ottobre, si conserva egregiamente in fruttaio; il consumo ottimale è in novembre.

Una identificazione incerta

La ricerca del CIPA segnala un problema di metodo: mele con le medesime caratteristiche di polpa, buccia e soprattutto striature prendevano ovunque il nome generico di rigadìn. Da zona a zona si riscontrano quindi differenze e incertezze nel riconoscimento della varietà.

La pianta

Albero di media vigoria e forma irregolare, molto rustico, resistente anche in condizioni di bassa fertilità. La produzione tende all’alternanza. Diffusa in tutto l’Appennino modenese, soprattutto nella fascia più vicina alla pianura.

Impiego tradizionale

Ottima fresca, si adatta bene alla cottura, e tradizionalmente si preferiva gustarla cotta al forno: addolcita con un cucchiaio di zucchero su ogni mela e — cosa ancor più prelibata — con un bicchiere di vino bianco nella teglia.

CIPA — Centro di Istruzione Professionale Agricolo, ricerca sui frutti antichi della Comunità Montana Appennino Modena Ovest (valli del Dolo, del Dragone e del Rossenna); titolo e anno del catalogo da precisare. Vedi l’approfondimento Il giardino dei frutti antichi di Montefiorino.

  • CIPA — ricerca sui frutti antichi dell’Appennino Modena Ovest