
Mela Ferro
Frutto · Emilia-Romagna
«Duro come il ferro»: la mela emiliana più resistente e la migliore da cottura, conservabile fino ad aprile.
La Mela Ferro — póm fèr — è una cultivar invernale originaria dell’Emilia-Romagna, considerata la mela più resistente: da qui il nome. Non ha esigenze particolari di clima e terreno e si mantiene anche in condizioni sfavorevoli.
Il frutto
Frutto di media pezzatura, dalla tipica forma schiacciata. La buccia è verde chiaro, sfumata di rosso dalla parte del sole, rugginosa su tutta la superficie e cosparsa di lenticelle evidenti. Il peduncolo, tozzo e spesso, si inserisce in una cavità profonda e stretta. La polpa è soda, non molto succosa, scarsamente zuccherina e poco aromatica.
Raccolta dopo la seconda decade di ottobre, in fruttaio arriva fino ad aprile senza alterazioni organolettiche né putrefazione.
La pianta
Albero di elevata vigoria e abbondante produttività, che in certe condizioni può fruttificare in modo alternato negli anni.
Impiego tradizionale
È considerata la migliore mela locale da cottura: anche dopo cotta mantiene mesocarpo e buccia compatti, e la presentazione in tavola resta ottima. Il consumo fresco non era apprezzato, per la durezza della polpa e la poca gustosità.
Testimonianza
Al póm fèr si chiama così perché duro come il ferro. Lo si coceva nel forno, magari dopo aver cotto il pane, oppure lo mettevamo in casa per fare colore e per arredare, oppure nei cassetti come profumo, sfruttando la lunga conservabilità nel tempo di questo frutto. Oggi, ed è un peccato, quasi tutte le piante di mela ferro sono morte, e il consumo e la conoscenza si stanno perdendo negli anni.
Testimonianza raccolta dalla ricerca CIPA nelle valli del Dolo, del Dragone e del Rossenna
CIPA — Centro di Istruzione Professionale Agricolo, ricerca sui frutti antichi della Comunità Montana Appennino Modena Ovest (valli del Dolo, del Dragone e del Rossenna); titolo e anno del catalogo da precisare. Vedi l’approfondimento Il giardino dei frutti antichi di Montefiorino.
- CIPA — ricerca sui frutti antichi dell’Appennino Modena Ovest

