
Azzeruolo
Frutto · Emilia-Romagna
Piccola pomacea da broglio, in tre varietà (bianca moscatella, rossa «di Romagna», gialla); le «nespole prime» di Mattioli.
L’azzeruolo (Crataegus azarolus L., Rosaceae) — in dialetto modenese póm lazarín, lazerín — è un piccolo albero da frutto un tempo comune nei brolli e negli orti di casa dell’Appennino modenese, oggi quasi scomparso. Il frutto è una piccola pomacea, e non a caso in Romagna lo si chiamava pom rejel, «mela reale».
Le varietà
La ricerca del CIPA distingue tre varietà, riconoscibili dal colore della buccia:
- Azzeruolo bianco, detto anche moscatello per l’aroma marcato;
- Azzeruolo rosso, noto come «di Romagna», il più diffuso;
- Azzeruolo giallo, il più raro.
Il frutto
Frutto di piccole dimensioni, tondeggiante e leggermente appiattito ai poli, sormontato dai residui persistenti del calice come nelle nespole. La polpa è soda, gradevolmente acidula e profumata, con più noccioli legnosi al centro. Matura in settembre.
La pianta
Albero di piccola taglia, rustico e longevo, con rami spesso provvisti di spine nelle forme più vicine al selvatico. Vegeta senza cure particolari.
Impiego tradizionale
Consumo fresco, appena colto, e trasformazione in marmellate e gelatine: il frutto è ricco di pectina. Restava a lungo sulla pianta, e per questo prolungava la stagione della frutta fresca fino all’autunno inoltrato.
Storia
L’azzeruolo è pianta di antica coltivazione. Pietro Andrea Mattioli, commentando Dioscoride, riconduceva questi frutti alle «nespole prime» degli antichi. Nel Seicento Giacomo Castelvetro, nel suo trattato sui frutti e gli ortaggi d’Italia (1614), li ricorda con il nome di «lazzaroni».
Testimonianza
L’azzeruolo lo si trovava dappertutto, in ogni aia ce n’era uno. Quelli veri, quelli vecchi, avevano le spine e facevano male a raccoglierli: bisognava stare attenti alle mani. Il frutto era piccolo ma profumato, un po’ aspro, e dentro aveva i noccioli duri che si sputavano.
Testimonianza raccolta dalla ricerca CIPA nelle valli del Dolo, del Dragone e del Rossenna
CIPA — Centro di Istruzione Professionale Agricolo, ricerca sui frutti antichi della Comunità Montana Appennino Modena Ovest (valli del Dolo, del Dragone e del Rossenna); titolo e anno del catalogo da precisare. Vedi l’approfondimento Il giardino dei frutti antichi di Montefiorino.
- CIPA — ricerca sui frutti antichi dell’Appennino Modena Ovest

