Pomodoro Tondo da serbo di Villa Ghigi

Ortiva · Emilia-Romagna

Pomodoro invernale da serbo, l'unico caso documentato in Emilia, coltivato sulle colline di Bologna presso Villa Ghigi.

Il Pomodoro Tondo da serbo di Villa Ghigi (Solanum lycopersicum L., Solanaceae) è coltivato sulle prime colline di Bologna, nei pressi di Villa Ghigi.

Storia

La coltivazione è attestata almeno dagli anni Quaranta del Novecento, come risulta da un quaderno conservato da Gino Cerè, risalente al 1942, in cui sono elencati i prodotti del podere San Michele, posto attualmente a fianco della Villa; è probabile che la varietà fosse coltivata dalla famiglia Cerè anche in precedenza. Se ne occupa oggi in particolare Gino Cerè (classe 1939); è attualmente prodotto e commercializzato da Orto Agriverde, cooperativa sociale di San Lazzaro di Savena, e coltivato nell’orto didattico del Parco Villa Ghigi, gestito dalla Fondazione omonima.

Si tratta a oggi dell’unico caso documentato di pomodoro da serbo storicamente coltivato in Emilia. Pomodori da serbo analoghi, ma morfologicamente distinguibili, sono noti nella vicina Romagna: l’«Invernale di Biserno», a Santa Sofia (Forlì-Cesena), con bacche lievemente appiattite, costolate e giallo-arancioni a maturità, e il «Pomè» di Fusignano (Ravenna), a bacche ellissoidale-ovoidali e rosse a maturità.

Tradizioni

Utilizzato per la preparazione di conserve («sughi») e, durante l’inverno, come ingrediente accessorio per i brodi di gallina o cappone. Tradizionalmente conservato su arelle in solaio, similmente all’uva, fino al periodo di Natale: pratica che, per l’elevata conservabilità del frutto, permette di classificarlo tra i pomodori da serbo.

Morfologia

Pianta poco vigorosa a crescita determinata. Foglie corte e strette, fogliole con bollosità quasi assente. Frutti di taglia piccola, rapporto lunghezza (3,5 cm) su diametro (4 cm) quasi pari a uno, in sezione trasversale tondeggianti, con lieve depressione all’attacco del pedicello. Buccia spessa e rossa a maturazione. Due logge, raramente tre. Polpa rossa, compatta e molto succosa.

Note e curiosità

Un’accessione molto affine è coltivata e conservata presso il Podere Stuard di Parma con il nome di «Ciliegione della Croara», che presenta però quattro logge in sezione trasversale contro le due (raramente tre) del Tondo da serbo di Villa Ghigi.

Bibliografia

  • G. Rossi, F. Perri, M. Fontana, M.V. Landoni, F. Ferrari, M. Scalora, A. Bertoncini, S. Lodetti, Atlante delle ortive locali dell’Emilia-Romagna, Università di Pavia, MASAF, Regione Emilia-Romagna – Univers Edizioni, Pavia, 2023
  • Rossi, Perri, Fontana, 2023