Anguria Mora di Faenza

Ortiva · Emilia-Romagna

Anguria a semi neri e buccia verde scuro, tra le varietà storiche di Faenza esportate in tutta Italia già a fine Ottocento.

L’Anguria Mora di Faenza (Citrullus lanatus (Thunb.) Matsum. & Nakai, Cucurbitaceae) è coltivata a Faenza e nel suo circondario, in provincia di Ravenna.

Storia

I lavori dell’ing. Biffi per l’Inchiesta agraria Jacini riportano tra le piante alimentari diffusamente coltivate nella parte bassa del circondario di Faenza «i cocomeri, i meloni, le zucche gialle o vernine» (Biffi, 1880). Domenico Ghetti, relazionando sul Circondario di Faenza per la stessa inchiesta, riferisce che «due terzi dei prodotti delle cocomeraie sono venduti nella Lombardia, nel Piemonte, nella Toscana, nella Venezia» (citato in Casadio, 1999).

L’esportazione è confermata anche in seguito: Fancelli (1887) scrive che «i famosi cocomeri di Pistoia sono andati rapidamente declinando nella loro antica reputazione, tanto che adesso, a fatica, nel paese ove sono nati, sostengono la concorrenza che loro fanno quelli di Faenza e di Ferrara». Riccardo Brogi (1894) descrive nel saggio sul Palio di Siena un ragazzo a cui «i passanti gli han fatto cadere una bella fetta di cocomero faentino». Agli inizi del Novecento Faenza annovera il cocomero tra le proprie eccellenze (Touring Club Italiano, 1931).

Nel secondo dopoguerra è ancora citata tra le varietà degne di nota: «La varietà più pregiata è la romagnola. La varietà «cinquantina», più precoce, si presenta con buccia retinata e con semi del tutto bianchi o appena macchiati in prossimità dell’embrione. La «mora» è più tardiva ed ha semi neri e buccia color verde intenso, anzi scurissimo» (Ruffaldi, 1951). Come per molte altre varietà tradizionali emiliano-romagnole, la diffusione delle sementi moderne ha causato una forte riduzione della coltivazione.

Morfologia

Frutti di peso da basso a medio, buccia a fondo verde medio-chiaro con striature diffuse molto scure, cerosità media. Sezione longitudinale tondeggiante (lunghezza 22 cm, larghezza 19 cm). Polpa rosso scuro, con molti semi piccoli di colore bruno; pericarpo fine.

Note e curiosità

Predilige terreni freschi, sciolti, profondi e ben drenati, avvantaggiandosi della concimazione organica (letame terricciato nelle buchette di semina, distanziate a Faenza circa 2 metri). Durante la vegetazione si esegue la «castratura», eliminando le cacciate meno vigorose e lasciandone solo tre per pianta.

Bibliografia

  • G. Rossi, F. Perri, M. Fontana, M.V. Landoni, F. Ferrari, M. Scalora, A. Bertoncini, S. Lodetti, Atlante delle ortive locali dell’Emilia-Romagna, Università di Pavia, MASAF, Regione Emilia-Romagna – Univers Edizioni, Pavia, 2023
  • L. Biffi, Memoria intorno alle condizioni dell’agricoltura e della classe agricola nel circondario di Faenza, Tipografia Pietro Conti, Faenza, 1880
  • C. Casadio, L’agricoltura faentina ai tempi di Oriani. La memoria inedita dell’Inchiesta Jacini di Domenico Ghetti (1879), I quaderni del Cardello n. 9, Longo editore, Ravenna, 1999
  • R. Fancelli, Il cocomero, L’amico del contadino, anno IV, n. 22, 1887, pp. 343-347
  • R. Brogi, Il palio di Siena: cenni storici ed impressioni, Enrico Torrini editore libraio, Siena, 1894
  • Touring Club Italiano, Guida gastronomica d’Italia, TCI, Milano, 1931
  • G.B. Ruffaldi, Trattato di agricoltura. Coltivazioni erbacee, Angelo Signorelli Editore, Roma, 1951
  • Rossi, Perri, Fontana, 2023